Mar 28 2012

Festa della Semina 2012 – Presentazione del libro “Leone Bianco Leone Nero”

         Un viaggio attraverso un mondo d’ingiustizie, sprechi e verità nascoste

La situazione che concerne le politiche sulle droghe  in Italia non  sembra voler cambiare, neppure dopo l’uscita in giugno 2011 della relazione scritta dalla “World commission of drug policy”, composta da numerosi politici e tecnici di tutto il mondo che denuncia il fallimento della “war on drugs” sia in termini economici che in termini di promozione della salute. Mentre in altri stati europei e del mondo si stanno tentando azioni alternative, in Italia il proibizionismo  è talmente radicato che non viene percepito come una scelta politica, ma come l’unica forma di interevento in relazione all’uso di sostanze; tuttavia in diversi decenni ha prodotto un considerevole aumento della domanda ed il consolidamento di cartelli e narcomafie colluse con i governi occidentali che speculano sulla nostra salute. Intanto i consumatori di sostanze continuano ad essere perseguitati, uccisi dalla brutalità poliziesca, arrestati e limitati nelle loro libertà personali: recentemente Serpelloni, capo del Dipartimento Politiche Antidroga rimasto in carica nell’attuale governo, ha dichiarato che i consumatori di sostanze devono essere trattati alla stregua di malati da curare ed ai quali non deve essere data la possibilità di lavorare e di avere la patente. Ma è davvero così? Il modello medico ed il modello morale descrivono in modo adeguato il fenomeno legato all’uso di sostanze? Esistono modelli alternativi che siano in grado di tenere in considerazione la complessità legata ai comportamenti di assunzione ed il ruolo attivo del consumatore, dei suoi significati e dei contesti in cui usa? Esistono politiche alternative alla repressione, al controllo sociale ed alla medicalizzazione dei consumi?

In occasione della festa della semina di quest’anno abbiamo deciso di dare voce ad una delle tante e troppe vittime del proibizionismo, Giuseppe Nicosia, che ha subito la condanna più pesante per un reato “primo a caso”. Continue reading


Mar 9 2012

Vienna 2012 – La fine del mondo proibizionista

Sono passati nove anni da quando, nell’Aprile del 2003,  andammo in tantissime/i dall’Italia, dal resto d’Europa e del mondo  a Vienna in occasione della 40° Conferenza Internazionale dell’Onu sulle droghe.  In quei giorni l’ipocrisia proibizionista toccava il culmine: senza crepe e senza nessun ragionevole dubbio nutriva i programmi elettorali delle destre, anche di quelle nostrane.

Mentre noi accerchiavamo il palazzo l’allora ministro degli esteri Gianfranco Fini era presente  per annunciare il varo di quell’infame legge che tre anni dopo verrà approvata grazie al sostegno del diversamente intelligente Giovanardi. Con il ricorso al decretamento d’urgenza ci si è opportunamente adoperati per privarla di un doveroso dibattito politico, inserendola tra le norme securitarie in occasione delle olimpiadi invernali di Torino: un paradossale scenario in cui la “neve” necessaria per praticare lo sport ha acquisito, nelle menti distorte dei promotori della legge, il significato dell’espressione gergale che rappresenta.

Quando contrastavamo dal basso l’approvazione della Fini/Giovanardi ciò che ci ripetevamo era che una volta entrata in vigore sarebbero stati gli stessi effetti della famigerata legge a crearne gli anticorpi, a stimolare il dissenso e produrre consapevolezza. Oggi, attraverso vere e proprie pene mascherate con sanzioni amministrative, unite ai controlli su strada e nei posti di lavoro l’ingerenza nelle condotte private delle persone è sotto gli occhi di tutti/e: ne peggiora l’esistenza, aumenta i consumi e non genera sicurezza alcuna.

Anche a livello istituzionale si registrano segnali di un cambiamento di rotta che partono dal Rapporto della Commissione Latino Americana su Droghe e Democrazia di due anni fa per giungere alla più recente Global Commission on Drug Policy; entrambe denunciano senza ombra di dubbio il fallimento delle politiche proibizioniste e la grave violazione dei diritti civili che tali pratiche comportano.

A ottobre 2011 nasce in Italia un nuovo coordinamento antiproibizionista con l’intento di proporre un concetto differente del “problema droga”, che si discosti nettamente dai “dogmi” visionari e farneticanti del Dipartimento Politiche Antidroga di Giovanardi e Serpelloni (quest’ultimo ancora in carica nel governo Monti). Continue reading