Feb 20 2014

Aldo Bianzino – Lettera di Rudra alla vigilia del processo di secondo grado

aldo-bianzinoRiceviamo e pubblichiamo la lettera/appello di Rudra Bianzino alla vigilia del processo di secondo grado che vede coinvolta come unica indagata una guardia carceraria. L’appello, che facciamo anche nostro, è quello alla mobilitazione. Mobilitazione come conseguenza di un fatto indegno per un paese civile. Con in più la consapevolezza che una legge ingiusta è stata cancellata troppo tardi e dopo aver mietuto troppe vittime innocenti; Aldo è una di queste.

Venerdì 21 Febbraio prossimo ci sarà il processo di secondo grado per omissione di soccorso, come ricorso richiesto a nome dell’unica guardia carceraria indagata per la vicenda e condannata in primo grado!
Probabilmente si svolgerà in una seduta unica….
Per tanto è importante ROMPERE IL SILENZIO!! e se non lo facciamo noi come società per rivoltarci a ciò che accade non lo faranno certamente i media!

Per dire basta alle MORTI DI STATO!!

Non penso possiamo ritene di vivere in uno Stato che si fregia di essere “civile e democratico” fin quando si muore di carcere, si muore di Stato, si muore per mano di divise. Fin quando entri in carcere a 43 anni (per una legge che fra l’altro è stata considerata INCOSTITUZIONALE) e dopo neanche due giorni vieni ucciso e lasci tutto,la tua famiglia,la tua vita….
Fin quando questo Stato lascia sole le famiglie da lui stesso lese, senza un minimo di garanzia, e anzi ci si trova a lottare proprio contro questo sistema che non ha nemmeno il coraggio di ammettere le sue mancanze e anzi le compre con i mezzi più subdoli!

Se volete far sentire che non siamo servi i quali accettano tutto, ma pensate che dovrebbe essere lo Stato al servizio e a TUTELA del cittadino, per noi e per chi verrà SIETE INVITATI A PARTECIPARE!

Per manifestare l’indignazione e chiedere una Giustizia degna di essere chiamata in tal modo!

Per mio padre e per tutti gli altri!

Tribunale di Perugia, ore 9:00 ca.

Grazie a tutti,
Rudra


Feb 16 2014

Sulle orme di Don Gallo

testata genova

Vai al sito della Conferenza

Due giornate di riflessione e confronto per riattivare un dibattito Nazionale sulle droghe. Con gli Operatori Pubblici, i Consumatori, e il Privatosociale.

Venerdì 28 febbraio e Sabato 1 marzo 2014 – Genova | Palazzo Ducale

14 anni dopo la Conferenza nazionale sulle droghe di Genova

Nel solco di Don Andrea Gallo per una nuova politica sulle droghe

“I consumatori di “droghe” che finiscono nelle maglie della legge e poi in carcere (più del 30% dei detenuti) ci finiscono per illegalità commesse al fine di procurarsi le sostanze dichiarate illegali e pertanto lasciate ai mercati clandestini. Inoltre, la demonizzazione, condannando alla clandestinità i consumatori dipendenti, sospinge, soprattutto i più poveri verso pratiche ad alto rischio di vita, in assenza di tutela sanitaria, dove si consuma al buio, senza possibilità di controlli sulla qualità e i dosaggi della sostanza acquistata.”

Andrea Gallo

Laboratori | Venerdì 28 febbraio | 11-13/14,30-18
I drogati senza cure
Il sistema dei servizi fra status quo ed innovazione
Le città e i drogati
Dalla progettazione all’uso degli spazi urbani. Vecchi e nuovi problemi nella gestione degli spazi sociali
Parlano i drogati
Fra rappresentanza e identità
I drogati e la legge
La legge italiana, il carcere per consumatori e tossicodipendenti e il panorama internazionale

Plenaria | Sabato 1 marzo | ore 9-14 
La fine della guerra alla droga e ai drogati

Comunità di San Benedetto al Porto insieme a: Antigone, CGIL, Coordinamento dei Garanti territoriali dei Detenuti, CNCA, LILA, Fondazione Michelucci, Forum Droghe, Gruppo Abele, Itaca, Itardd, Legacoopsociali, Società della Ragione, Unione Camere Penali
In collaborazione e con il Patrocinio della Regione Liguria e del Comune di Genova


Feb 15 2014

Itardd – Lettera alle istituzioni a favore della riduzione del danno e per una nuova politica sulle droghe

ITARddITARDD è una rete di operatori, operatrici, consumatori, associazioni ed enti locali che promuove, sostiene e difende la Riduzione del Danno (RDD) in Italia, attraverso la valorizzazione di competenze, professionalità e progettualità, la ricerca, l’informazione e l’azione di sensibilizzazione. ITARDD aderisce alla rete europea della RDD, EuroHRN.

Proprio da qui vorremmo cominciare: dalla scomparsa della RDD, che è riconosciuta come uno dei quattro pilastri per le politiche sulle droghe dalla UE, dal vocabolario italiano. La RDD in Europa è valorizzata come approccio di sistema per il governo del fenomeno, mentre in Italia i servizi di RDD non sono stati affatto sostenuti in questi anni; anzi il ruolo che il Governo Italiano, tramite il DPA (Dipartimento Politiche Antidroga), ha giocato in ogni occasione internazionale è stato proprio quello di cancellare la RDD sia come approccio dei servizi sia come strategia di governo del fenomeno.

L’obiettivo generale della RDD è la limitazione dei rischi e il contenimento dei danni droga correlati piuttosto che la prevenzione del consumo in sé, e i destinatari sono tanto i consumatori attivi di sostanze, quanto le loro famiglie, le reti di prossimità e la collettività sociale nel suo complesso. La RDD è uno dei “4 pilastri” della politica europea sulle droghe (prevenzione, trattamento, lotta al narcotraffico, RDD). Come approccio, la RDD assume l’ottica della promozione della salute e del benessere individuale e collettivo, e della cultura dei diritti umani; come politica opera, in modo integrato, nelle diverse dimensioni sanitaria, sociale e culturale, e si basa su un forte coinvolgimento delle politiche di salute pubblica. Dal punto di vista dell’operatività, la RDD utilizza e include strumenti e competenze diversi di tipo sociale, sanitario, farmacologico, psicologico, pedagogico e culturale.

La RDD è utile a tutta la collettività per una molteplicità di fattori: avvicinare le persone che usano sostanze al sistema dei servizi, e viceversa; conoscere il fenomeno e contattare il sommerso; prevenire la diffusione di malattie infettive; ridurre le morti per overdose; facilitare l’accesso ai servizi di assistenza e cura e migliorare la capacità del sistema di governare il fenomeno; rompere l’isolamento sociale delle persone tossicodipendenti che vivono in strada; garantire l’inclusione e la cittadinanza dei consumatori e delle persone dipendenti. Continue reading