Gen 26 2015

La più probabile causa della dipendenza è stata scoperta – e non è ciò che credete

PTO
Questo blog è stato pubblicato originariamente su Huffington Post United States ed è stato tradotto dall’inglese all’italiano da Stefano Pitrelli.
 Sono ormai passati cent’anni da quando le droghe sono state proibite per la prima volta – e nel corso di questo lungo secolo di guerra alla droga, i nostri insegnanti e i governi ci hanno raccontato una storia sulla dipendenza. Una storia tanto radicata nelle nostre menti che la diamo per assodata. Pare ovvia. Sembra palesemente vera. Lo credevo anch’io, fino a quando tre anni e mezzo fa non mi sono imbarcato in un viaggio di 30mila miglia per lavorare al mio nuovo libro, Chasing The Scream: The First And Last Days of the War on Drugs, alla scoperta di ciò che c’è veramente dietro alla guerra alla droga. Ciò che ho imparato lungo la mia strada è che quasi tutto ciò che c’è stato raccontato sulla dipendenza è sbagliato – e che di storia ne esiste un’altra, molto diversa, che aspetta ancora d’esser raccontata, se solo saremo disposti ad ascoltarla.

Se faremo nostra questa nuova storia ci toccherà cambiare non solo la guerra alla droga. Dovremo cambiare noi stessi.

Ciò che ho imparato l’ho appreso da un mucchio di persone straordinariamente diverse che ho incontrato lungo i miei viaggi. Dagli amici ancora vivi di Billie Holiday, da cui ho scoperto che il fondatore della guerra alla droga l’aveva perseguitata, contribuendo alla sua morte. Da un dottore ebreo portato di nascosto via dal ghetto di Budapest quand’era piccolo, per poi scoprire da adulto i segreti della dipendenza. Da un trafficante transessuale di crack a Brooklyn, concepito quando la madre, dipendente dal crack, fu stuprata dal padre, un agente della polizia di New York. Da un uomo che è stato relegato in fondo a un pozzo per due anni da una dittatura dedita alla tortura, per poi riemergerne e finire un giorno col venire eletto presidente dell’Uruguay, segnando così gli ultimi giorni della guerra alla droga.

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Mag 5 2014

Verso l’Umanopolio – Quali scenari dopo la cancellazione della legge Fini-Giovanardi sulle droghe?

Dibattito MMM 2014Venerdì 9 maggio dalle 17,30 al C.S.O.A. Forte Prenestino

Riteniamo indispensabile un ripensamento globale delle politiche sulle droghe, un superamento del proibizionismo su scala planetaria e delineare nuove prospettive a partire dalle persone che usano sostanze psicoattive, dai loro diritti, dalle loro definizioni dei problemi e dalle loro aspettative e proposte sintetizzate nei punti della “Carta delle persone che usano sostanze – Genova 2014”.

Vogliamo valorizzare gli elementi positivi emersi in anni di lavoro sulla riduzione del danno e la limitazione dei rischi, le esperienze di autogestione delle persone che usano sostanze, la capacità di rinnovamento di una parte dei servizi  partendo da quegli operatori e quelle associazioni con i/le quali negli anni abbiamo condiviso percorsi e alle volte ci siamo meticciati.

Vogliamo ragionare su legalizzazione e liberalizzazione o regolamentazione, tenendo conto delle possibili derive speculative del mercato selvaggio, sempre in agguato e capace di fagocitare tutto come sta avvenendo in Spagna in una parte dei CSC e delle mire monopolistiche delle multinazionali del farmaco e del tabacco, anche alla luce di quanto sta avvenendo in Canada dal primo aprile 2014.

Vogliamo sapere cosa ne sarà delle persone ancora detenute per una legge che non c’è più e in attesa del ricalcolo della pena dopo tre mesi dalla cancellazione della Fini Giovanardi.

Vogliamo, infine, riflettere sulla situazione italiana attuale, sulle posizioni in materia del governo Renzi, Alfano, Giovanardi e del Decreto Lorenzin.

Di tutto ciò e altro ancora parleremo venerdì 9 maggio dalle 17:30 al C.S.O.A. Forte Prenestino. Continue reading


Mar 28 2014

Festa della Semina 2014

semina-2014Sabato 5 Aprile 2014
Centro Sociale Occupato Autogestito Gabrio

Le nostre città le immaginiamo e le vogliamo libere, dal mercato, dalle speculazioni, da chi quotidianamente pretende di guadagnare sui nostri corpi e sulle nostre vite. Ma liberare le città per noi vuole dire liberare innanzitutto chi le vive, dalle oppressioni culturali di stampo razzista o sessista, dai diritti negati tutti i giorni, da stupidi ed inutili proibizionismi che pretendono sempre più di determinarci. Siamo giunti alla quattordicesima edizione della Festa della Semina, l’ultima nella storica sede di Via Revello, e sentiamo oggi una forte aria di cambiamento, che da oltre oceano si propaga anche in Europa e giunge fin da noi. Un’aria diversa da quel clima di terrore diffuso che ha prodotto per ben otto anni la Fini/Giovnardi, legge studiata ad hoc per individuare e colpire chi usa sostanze, come ben dimostrano i dati sulla popolazione carceraria e l’ingente mole di provvedimenti amministrativi tesi a limitarne le libertà. Questa legge ha avuto il triste merito di andare a toccare tutti i tipi di usi, perfino quelli meno visibili e problematici, stroncando con il ricatto delle sanzioni e della perdita del lavoro ogni forma possibile di resistenza e di rivendicazione. Nel frattempo a fronte dei due miliardi di euro annui spesi in repressione, le mafie ne guadagnavano ben 60 nella totale impunità! Se in questi otto anni siamo stati costretti a difenderci subendo comunque pesanti vessazioni , ora è il momento di avanzare uniti, perseguendo quel diritto all’autodeterminazione che contrapponiamo fortemente alle logiche del mercato: noi non nasciamo consumatori ma assuntori di sostanze, ed è del tutto fuorviante anche solo pensare di impedire o proibire un comportamento innato, allo scopo di assoggettarlo a meri intenti di profitto che poco ci appartengono. E’ giunta l’ora di riprenderci ciò che è nostro e nel modo in cui siamo abituati a farlo, dal basso con l’autorganizzazione, l’autogestione e l’autoproduzione. Continue reading


Feb 16 2014

Sulle orme di Don Gallo

testata genova

Vai al sito della Conferenza

Due giornate di riflessione e confronto per riattivare un dibattito Nazionale sulle droghe. Con gli Operatori Pubblici, i Consumatori, e il Privatosociale.

Venerdì 28 febbraio e Sabato 1 marzo 2014 – Genova | Palazzo Ducale

14 anni dopo la Conferenza nazionale sulle droghe di Genova

Nel solco di Don Andrea Gallo per una nuova politica sulle droghe

“I consumatori di “droghe” che finiscono nelle maglie della legge e poi in carcere (più del 30% dei detenuti) ci finiscono per illegalità commesse al fine di procurarsi le sostanze dichiarate illegali e pertanto lasciate ai mercati clandestini. Inoltre, la demonizzazione, condannando alla clandestinità i consumatori dipendenti, sospinge, soprattutto i più poveri verso pratiche ad alto rischio di vita, in assenza di tutela sanitaria, dove si consuma al buio, senza possibilità di controlli sulla qualità e i dosaggi della sostanza acquistata.”

Andrea Gallo

Laboratori | Venerdì 28 febbraio | 11-13/14,30-18
I drogati senza cure
Il sistema dei servizi fra status quo ed innovazione
Le città e i drogati
Dalla progettazione all’uso degli spazi urbani. Vecchi e nuovi problemi nella gestione degli spazi sociali
Parlano i drogati
Fra rappresentanza e identità
I drogati e la legge
La legge italiana, il carcere per consumatori e tossicodipendenti e il panorama internazionale

Plenaria | Sabato 1 marzo | ore 9-14 
La fine della guerra alla droga e ai drogati

Comunità di San Benedetto al Porto insieme a: Antigone, CGIL, Coordinamento dei Garanti territoriali dei Detenuti, CNCA, LILA, Fondazione Michelucci, Forum Droghe, Gruppo Abele, Itaca, Itardd, Legacoopsociali, Società della Ragione, Unione Camere Penali
In collaborazione e con il Patrocinio della Regione Liguria e del Comune di Genova


Giu 12 2013

Ecoparade 2013

Ecoparade 2013

Link: Ecoparade 2013

15 giugno 2013 – Brescia – Via Nullo

 

PROIBIZIONISMO E’ NOCIVITA’!

Il proibizionismo è una scelta politica sostenuta e imposta, ormai a livello globale, grazie alle convenzioni che l’ONU ha fatto sottoscrivere da anni ai suoi Stati membri. Riguarda l’intromissione da parte dell’apparato repressivo dello Stato nei processi autoregolativi delle persone rispetto a scelte di vita individuali, che possono riguardare la condotta di assunzione di sostanze psicoattive, comportamento che ha moventi sia culturali sia innati in alcuni individui (non solo negli uomini ma anche nel regno animale, come molti studi osservano).

E’ fu così che un bel giorno, molto recente rispetto alla storia dell’umanità, si decise che alcune sostanze dovessero essere proibite, i consumatori perseguitati, piante e precursori da cui si ricavano le sostanze distrutte o rese inaccessibili ai più, comprese – e per prime – le comunità nelle quali questi rivestivano un provato valore culturale e storico.

Da quel giorno un fenomeno che in passato era del tutto marginale e spesso legato alla ritualità di comunità è diventato un fenomeno di massa, si è creato un mercato nero parallelo che oggi è tra i più globalizzati e fiorenti, in grado di determinare scelte politiche ed economiche: il narcotraffico. Continue reading


Apr 24 2013

La maggioranza degli americani è favorevole alla legalizzazione della Marijuana

Legalizzazione 1969-2013Fonte: Pew Research Center

Per la prima volta in più di quattro decenni di sondaggi sulla questione, la maggioranza degli americani è favorevole alla legalizzazione dell’uso di marijuana. Un sondaggio nazionale rileva che il 52% afferma che l’uso di marijuana dovrebbe essere legale mentre si pronuncia contro il 45%.

Il supporto alla legalizzazione della marijuana è aumentato di 11 punti dal 2010. Il cambiamento è ancora più radicale se rapportato alla fine degli anni ’60: un sondaggio Gallup nel 1969 aveva rilevato che solo il 12% fosse a favore della legalizzazione dell’uso di marijuana, mentre l’84% ne era contrario.

4 aprile 2013 – Il sondaggio del Pew Research Center, condotto tra il 13 ed il 17 Marzo coinvolgendo 1.501 adulti, rileva come i giovani siano i più favorevoli alla legalizzazione della marijuana. Il 65% dei Millennials – i nati dal 1980 a oggi, avente quindi tra i 18 ei 32 anni – sono a favore della legalizzazione dell’uso di marijuana; erano solo il 36% nel 2008. C’è stato però un notevole cambiamento nell’atteggiamento sul lungo periodo anche tra le vecchie generazioni, in particolare i Baby Boomers, persone nate dal 1946 al 1964 e aventi tra i 43 e i 66 anni. Continue reading


Apr 2 2013

Festa della Semina @Csoa Gabrio – Torino

Festa semina gabrio 2013

Venerdì 5 Aprile 2013

FESTA DELLA SEMINA 2013

 

Scambio di semi e piantine | Condivisione di saperi | Controinformazione | Autoproduzione
—- Ore 21:
Verso il primo Cannabis Social Club Torino: Incontro con i pazienti

—- Dalle 23:

Live from Torre del Greco (NA)

|||||||| FUNKY PUSHERTZ ||||||||
aka Boom Buzz, Red Dog, Mastu Nzò, Kayaman, Tonico70

||||||| Mr. T-Bone meets DJ Pachelo |||||||

dancehall by:

||||||| Gigawave |||||||

NO POLICE | NO SMAZZO !

CSOA Gabrio Torino | CSA Terra di Nessuno Genova | Ex-Colorificio Liberato Pisa

———-


Gen 18 2013

Art@hack Lan Space

Molino fronte 19-01-13

Molino 19-01-13


Dic 24 2012

Milano corteo FreeXpression Against Repression

L’assurdo pervade le menti dei controllori al punto tale da trasformare una giornata di musica in una “insensata” mattanza. Ma è davvero sconsiderata l’azione violenta guidata dal questore di Milano alla festa a Cusago? Per noi tutti non v’è dubbio: anteporre sempre e solo la repressione ad altre politiche possibili non costituisce un atto di devianza ma la regola imposta da un sistema al quale le feste si oppongono. Pacificamente, attraverso una piena di socialità dissacrante e liberatoria che non solo crea un momento transitorio di condivisione di vedute non omologate ma che al contempo contribuisce a diffondere e sostenere. Questa è la motivazione che spinge “chi sta dall’altra parte” – quella fatta di discoteche e musica commerciale, di fabbriche fallite e dismesse perché la produzione debba continuamente sottostare alla regola del massimo profitto e case abbandonate perché se ne possano vendere di nuove e sempre più care – a reprimere e criminalizzare masse di giovani stanchi di un sistema che prevarica sulle nostre vite e i nostri destini. E’ pericoloso che si esista, lo è ancor più quando si agisce, si costituisce una taz, ci si riunisce con un passaparola e ci si diverte. Il tutto senza che “loro” possano sfruttare questa cosa per fini economici, e non importa che la produzione di senso e di valore sia immensamente maggiore dei loro soldi.

Spesso chi va a una festa non comprende appieno le motivazioni che spingono gli organizzatori ad un duro lavoro di costruzione dell’evento. Altri, continuando ad andarci, poco a poco vengono contagiati dall’atmosfera che emanano. Non è importante che tutti vi partecipino perché da subito riconoscono in questa forma un modo per spezzare le catene di un quotidiano che ci aliena. La cosa importante è che tutto ciò possa esistere, si diffonda e possa continuare ad alimentare un pensiero naturale che privilegia le persone e non l’interesse. Continue reading


Dic 17 2012

Considerazioni sul raccolto

Le ultime due settimane di Novembre hanno visto la partecipare più di 8000 persone alle feste del raccolto organizzate dal Terra di Nessuno di Genova e dal Gabrio di Torino. La sinergia tra le due realtà antagoniste in collaborazione con i PIC (pazienti impazienti cannabis) ci ha permesso  di promuovere un confronto rispetto al modello dei Cannabis Social Club,  avviati da tempo in alcuni Stati, tra cui Spagna, Belgio, Olanda, Nuova Zelanda, Germania e Slovenia. Hectors Brotons (avvocato della FAC, lega dei CSC spagnoli) e Joep Oomen (coordinatore di ENCOD) ci hanno raccontato i percorsi che hanno dato vita a queste esperienze  che tuttora cercano riconoscimento nei rispettivi Paesi. Lo spirito che caratterizza i CSC è quello della condivisione: gruppi di consumatori che invece di rivolgersi al mercato nero per procurarsi la sostanza decidono di costituirsi in una forma associativa, mettendo insieme le risorse necessarie per coltivare e dividendosi successivamente il raccolto, in base alle loro rispettive esigenze ed in ogni caso senza nessuno scopo di lucro. Chiaramente questo modello è in grado di fare uscire le sostanze dal mercato, contrastando il fenomeno globalizzato del narcotraffico prodotto da anni di politiche  proibizioniste e dalla cosiddetta cultura della legalità: oggi ci troviamo di fronte all’assurdo paradosso di dover promuovere un atto considerato illegale, quello della coltivazione ad uso personale, per fare fronte agli ingenti danni arrecati alla società proprio da chi si dovrebbe invece preoccupare di tutelare la nostra salute! Mafia e criminalità, carcere, pestaggi controllo sociale, limitazioni delle libertà personali di chi usa sostanze, medicalizzazione dei consumi, sono infatti le terribili conseguenze di politiche fallimentari che i potenti si ostinano a portare avanti nonostante le evidenze scientifiche. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dalla cultura veicolata dalle leggi e dalle convenzioni internazionali in materia di sostanze stupefacenti: chi consuma ancora oggi si nasconde, pensa più a non farsi beccare che a non farsi male e  crede che lo spaccio sia l’unico strumento per disporre di una droga. Non ci stupiamo che queste dinamiche siamo fortemente presenti negli eventi che organizziamo, perfino durante il raccolto tanti e tante arrivano ancora con la convinzione di pagare per avere in cambio qualcosa da fumare, nonostante ogni anno ribadiamo in tutti i modi possibili che non è lo spirito che lo caratterizza, e che la festa si pone proprio in antitesi allo spaccio. Questa forte contraddizione ci porta a considerare che difficilmente questa barriera culturale possa essere superata se non vengono proposti dal basso  modelli e  pratiche che siano in grado da fare assumere altri punti di vista, propedeutici ad un cambiamento radicale. Pertanto crediamo che le feste del raccolto e della semina vadano attraversate e superate, ed i nostri prossimi passi andranno nella direzione di un avvicinamento ai cannabis club, consapevoli del fatto che non potranno mai partire da aperture legislative, ma assumendosi dei rischi, come le esperienze internazionali ci suggeriscono. A questo proposito un gruppo di avvocati di diversi territori si è dato disponibile a sostenere questo tipo di percorso  e  per noi è un buon presupposto per intraprenderlo. Stay tuned!

 

CSOA GABRIO & CSOA TERRA DI NESSUNO