Ott 5 2016

#quellerbaèanchemia – La campagna

quellerbaeanchemia_bigLa campagna #quellerbaèanchemia è promossa dal C.S.O.A. Gabrio di Torino a seguito dell’indegna irruzione nello spazio agita da parte delle Forze dell’Ordine lo scorso agosto e ha già ricevuto l’adesione di decine di realtà sociali, occupate e autogestite, che ormai da anni animano le lotte antiproibizioniste, definendo un ordine del discorso alternativo a quello prodotto dalle istituzioni in tema di consumo di sostanze psicoattive.
Non ci stupisce che, con l’intento di colpire e delegittimare il lavoro fondamentale di spazi sociali come il Gabrio, si ricorra a becere operazioni poliziesche che utilizzano in maniera strumentale e del tutto sradicata dal reale il reato di spaccio.
Noi stiamo dalla parte di chi promuove una nuova cultura relativa all’uso e consumo di sostanze, noI siamo quelli che lottano contro il proibizionismo che arricchisce le tasche delle narcomafie, noi stiamo dalla parte degli spazi sociali occupati e autogestiti.

Tutta la nostra solidarietà va ai compagni e alle compagne del C.S.O.A. Gabrio ed a tutte le consumatrici ed i consumatori …

… perché di CANNABIS non si muore ma di PROIBIZIONISMO si.

Con Stefano Cucchi nel cuore!

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Ott 1 2016

Quell’erba è anche mia – campagna

quellerbaeanchemiaIl 18 agosto la squadra mobile ha fatto irruzione nei locali del centro sociale Gabrio sequestrando 80 piante, la strumentazione per la coltivazione (vasi, lampade e ventilatori) e denunciando i due compagni presenti.

Il giorno seguente i media riportano la notizia come di una “scoperta”, parlando di “spaccio” e di “traffico” ignorando completamente la storia, ormai ventennale, della lotta del centro sociale Gabrio per il riconoscimento dei diritti dei consumatori di sostanze in Italia.

Infatti, in coerenza con quanto dichiarato nella prima manifestazione antiproibizionista di Torino il 16 novembre 1996, noi iniziammo ad autoprodurre marijuana per condividerla attraverso feste e iniziative antiproibizioniste. Già nel 1999 abbiamo subito perquisizioni e processi finiti con la piena assoluzione dei compagni coinvolti.

Il ripetersi oggi di una inchiesta sulle lotte antiproibizioniste non è casuale dato che, proprio in questi mesi, è in discussione in parlamento una proposta di legge che dovrebbe mettere fine alle fallimentari politiche proibizioniste, riconoscendo il diritto al consumo e alla produzione della canapa. Legge richiesta dalla commissione europea: diversi stati dell’unione hanno infatti già legiferato in tal senso mentre, ancora una volta, il nostro paese è il fanalino di coda nella garanzia dei diritti personali come di recente successo nel dibattito sulle unioni civili.

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Set 17 2016

Sul blitz del 18 Agosto al Gabrio…

img_0167Dopo il blitz del 18 Agosto al Gabrio, che ha portato al sequestro di alcune piante di cannabis e alla denuncia di due compagni al momento presenti all’interno del centro, sono necessarie alcune riflessioni.

L’autoproduzione è un percorso politico che pratichiamo e rivendichiamo da più di 16 anni allo scopo di superare l’ipocrisia del modello proibizionista vigente che da un lato criminalizza le sostanze non facendo educazione e prevenzione, e dall’altro permette a organizzazioni criminali di venderle, contribuendo a far crescere il mostro del narcotraffico. Se oggi siamo uno dei Paesi del mondo dove la percezione di corruzione è tra le più alte, lo dobbiamo anche alla presenza nel nostro territorio di solidi cartelli che dallo spaccio di droghe ricavano quella liquidità a loro necessaria per comprare amministratori e dipendenti pubblici compiacenti.. Quelle stesse mafie che infiltrandosi poi tra appalti e progetti lucrano su disgrazie ed emergenze dirottando nelle proprie casse ingenti quantità di denaro pubblico. Nonostante i cospicui investimenti fatti per contrastare il fenomeno, si parla di circa 1,5 miliardi di euro ogni anno, il mercato nero delle sostanze sembra più florido che mai con sempre più droghe sconosciute e pericolose che inondano le piazze di vendita: i dati esposti nell’ultimo libro bianco sulle droghe  confermano anche quest’anno la tendenza che con l’attuale legislazione ad andare in galera siano di fatto assuntori e piccoli spacciatori, principalmente di cannabis in quanto sostanza il cui uso è prevalente. Ed effettivamente ogni anno appena arriva l’estate scatta l’assurda caccia alle streghe nei confronti di chi si cimenta nella per altro non difficile e ormai diffusa pratica della coltivazione di cannabis. E visto che tale pratica, nei secoli appannaggio dell’umanità, è oggi considerata reato penale in quanto, a detta del legislatore, in grado di aumentare le scorte di sostanze stupefacenti presenti sul territorio, si finisce nella rete proibizionista e senza una valida difesa si rischia una condanna fino a 6 anni di carcere indipendentemente dal fatto che la condotta possa essere finalizzata al lucro piuttosto che all’uso personale. In questo panorama, ed anche in peggiori nel passato in cui la Fini/Giovanardi prevedeva fino a 20 anni di carcere, decidere di coltivare cannabis in condivisione e no profit è stata per noi una provocazione che rappresentava un tentativo di sottrarsi a questo ricatto proibizionista: le feste del raccolto e della semina sono in quartiere momenti liberati, dove al mercato e alle piazze di spaccio si sostituisce la condivisione e l’autoproduzione, modelli che negli anni abbiamo sempre rivendicato come possibili alternative nonostante l’indifferenza di buona parte della politica. Continue reading


Ago 18 2016

Proibizionismo d’agosto: di “laboratori della droga” e muri sfondati

muro-sfondato-poliziaDi prima mattina il quartiere San Paolo si è risvegliato con un’intero isolato militarizzato, cinque camionette di carabinieri e polizia, gazzelle e auto della digos hanno chiuso l’accesso di via Millio per procedere a una solerte operazione volta alla perquisizione del Centro Sociale Gabrio. Decine di uomini in uniforme sono penetrati nel centro sfondando tutte le porte, rovistando in ogni stanza e addirittura sfondando un muro per accedere ai locali informatici.

L’obiettivo è stato mettere sotto accusa una delle pratiche militanti del centro sociale, l’antiproibizionismo. Sono state infatti sequestrate le piante di marijuana presenti nel centro e gli strumenti per la loro coltivazione. Attività che da anni portiamo avanti apertamente. Siamo consapevoli che praticare coerentemente l’antiproibizionismo significa disobbedire a leggi ingiuste così come sappiamo che tale pratica può portare ad affrontare forme di repressione come quella adottata questa mattina dal reparto mobile della questura di Torino con l’avallo della procura. Siamo d’altronde sicuri che l’autoproduzione sia l’unico sistema per scardinare il sistema delle narcomafie da un lato e del controllo sociale oscurantista dall’altro. L’autoproduzione è condivisione, non spaccio.vetro-rotto-polizia

E’ stata certamente anche una buona occasione per la questura per mettere il naso nei locali dove si svolgono le numerose attività politiche e sociali del centro.

Nella giornata in cui i principali mezzi di stampa rilanciano le dichiarazioni del magistrato Cantone sull’importanza e la necessità di legalizzare la cannabis per evitare il gioco delle narcomafie è a dir poco paradossale che la procura e la questura di Torino si lancino in una operazione che va a colpire una delle poche esperienze reali in tale direzione. Noi lo sappiamo da anni, non abbiamo bisogno di un magistrato per capirlo.
Il risultato è che nel momento in cui scriviamo un compagno è in questura e un’altro è denunciato a piede libero, compagni ai quali va tutta la vicinanza, amicizia, complicità.

Tutte le attività del centro sociale programmate in questi giorni continueranno regolarmente.

Le compagne e i compagni del CSOA Gabrio


Mag 15 2016

CANAPISA STREETPARADE – 16ª Edizione

canapisa-streetparade-2016-osservatorio-antipro-pisa-588x419PISA, Sabato 28 Maggio 2016:
16A Edizione “CANAPISA STREETPARADE”

PARTENZA ORE 17:00 DA PIAZZA SAN ANTONIO A PISA

Per maggiori info, iscriviti all’evento Facebook:
★ Canapisa Streetparade 2016 – Pisa centro ★

Per una maggiore consapevolezza

Il proibizionismo planetario ha ormai compiuto 51 anni, tanti sono gli anni passati dalla prima Convenzione ONU del 1965 sugli stupefacenti voluta dagli USA con l’obiettivo dichiarato di reprimerne il traffico e la diffusione nel mondo, ma con il risultato evidente di aver contribuito all’espansione del primo, facendo schizzare alle stelle il valore di mercato della merce droga, e aver favorito la seconda, rendendola clandestina e creando dal nulla l’annichilente mito della droga come scelta di ribellione al sistema.

L’azione e la propaganda proibizionista hanno così sortito l’effetto contrario, acuendo e non superando le problematiche che si proponeva di risolvere.

Oggi, proprio dalla patria stessa di questo dispositivo di governo, tutto l’apparato proibizionista viene messo in discussione! Negli USA infatti sono già 17 gli stati che hanno messo mano alle legislazioni sugli stupefacenti e hanno dato vita a diversi gradi e livelli di legalizzazione della cannabis.

Alcuni Paesi sudamericani propongono i loro modelli di legalizzazione contestando e richiedendo apertamente la modifica, o addirittura lo stralcio, delle Convenzioni ONU sulle droghe.

Il rapporto stesso della Commissione ONU preposta alla valutazione delle politiche antidroga mondiali ha messo in discussione il paradigma repressivo sulle droghe e apre le porte ai discorsi sulla legalizzazione, ispirati ai dettami dell’approccio propri della cosiddetta “Riduzione Del Danno”. Continue reading


Mag 10 2016

Critical Seeds – IIª edizione

Joep in Turin 2012 @ Csoa Gabrio 13Dedicato a Joep Oomen

Ci sentiamo di dedicare questa seconda edizione del Critical Seeds a un caro amico, attivista e collaboratore, improvvisamente scomparso, che ha lasciato un vuoto difficile da colmare. Nessuna frase di circostanza: Joep Oomen storico coordinatore di Encod, la coalizione europea per una politica giusta ed efficace sulle droghe, era una persona vera che credeva nel suo lavoro. Credeva nell’umana possibilità di determinare i propri corpi, le proprie vite, le proprie scelte e per questo ha fatto della lotta antiproibizionista un impegno e una ragione di vita. Lo abbiamo conosciuto qualche anno fa durante una delle ultime Feste del Raccolto: sosteneva fortemente il paradigma della regolamentazione delle sostanze a partire dalla cannabis, il cui uso è oggi prevalente e normalizzato, attraverso il  modello no profit dei Cannabis Social Club; una soluzione che egli stesso aveva attivamente contribuito a far nascere in Belgio e in Spagna e che si era impegnato a diffondere in tutta Europa.Joep con tessera del Trek U Plant

Un modello – scomodo a molti – perché alternativo alle logiche speculative e in antitesi con il mercato nero delle mafie. Un mercato che in Italia è sostenuto da una politica istituzionale – da diverso tempo – priva di credibilità, responsabile di aver generato un livello di corruzione tale da far sì che, a livello mondiale, l’Indice Internazionale di Trasparenza ci releghi agli ultimi posti.

La receCritical Seeds 2016nte Sessione Speciale delle Nazioni Unite sulla droga (Ungass) che ad aprile, a New York, ha anticipato l’appuntamento del 2019 sulla spinta dei governi latino-americani e di tutti quelli che, appurato il fallimento della “war on drugs” e sulla base dei recenti modelli di regolamentazione come quelli realizzati in Uruguay e Colorado, ma anche sull’esempio di politiche di depenalizzazione di successo, come in Portogallo, non ha, purtroppo, costituito alcun reale avanzamento: le convenzioni ONU non hanno subito le modifiche attese, permane la criminalizzazione di chi fa uso di droghe, cannabis in testa, e neppure la pena di morte, ancora vigente in alcuni Paesi per reati connessi alle droghe, ha trovato una condanna unanime. Continue reading


Gen 27 2016

Il gioco delle tre carte. La proposta dell’Intergruppo per il Monopolio sulla Cannabis

giocodelle3carte-luigi-fwCarta vince, carta perde, ma chi vince è sempre il banco, un altro monopolio che sostituisce il precedente e che produrrà ancora ricchezza per pochi e galera per tanti e tante.

A perderci è quella enorme parte di popolazione che si vedrà ancora rubare il diritto a coltivare una pianta che è parte del patrimonio botanico del pianeta, il diritto naturale di usufruire di un bene comune.

Lo avevamo detto e ripetuto più volte e con largo anticipo che il rischio imminente sarebbe stato quello della spartizione del monopolio del mercato delle sostanze illegali tra le narcomafie (che lo detengono attualmente) e le multinazionali del farmaco e del tabacco, cominciando proprio dalla Cannabis.

Non a caso l’edizione 2014 della M.M.M. (Italia) l’abbiamo intitolata “UMANOPOLIO” e l’edizione 2015 “CANNABIS BENE COMUNE”. Continue reading


Dic 12 2015

Carta dei Diritti delle Persone che Utilizzano e Coltivano Cannabis

FreeWeed LogoPER ADERIRE ALLA CARTA, FIRMANDO CON NOME COGNOME E MAIL, COMPILA IL MODULO IN FONDO ALLA PAGINA.

Consapevoli dell’importanza di portare in primo piano, in questo momento storico di grande interesse verso la Cannabis, la tematica dei Diritti delle Persone che la Utilizzano e Coltivano, l’Associazione FreeWeed Board ha valutato l’idea di redarre, e di proporne l’adesione come firmatari a tutti gli interessati, una Carta dei Diritti sulla Cannabis, che comprenda universalmente gli ideali sociali che da sempre caratterizzano l’espressione e l’identità del movimento antiproibizionista, oltre a voler divenire strumento di aggregazione su tematiche che siano orientate maggiormente verso l’ambito socio-culturale rispetto all’attuale orientamento mediatico politico-economico che si vuole dare alle argomentazioni.

La Carta dei Diritti sulla Cannabis può e vuole divenire strumento di movimentazione, e si propone come un manifesto sociale concreto, teso verso l’espressione dei diritti fino ad oggi negati ed anche messi in secondo piano rispetto ad altri, quindi ulteriormente discriminati.

Crediamo fortemente che un sostegno comune su questa tematica da parte di tutte le realtà che da anni si battono per la Cannabis sia fondamentale, soprattutto nel contesto legislativo attuale, che tende a disgregare la pressione comune dividendo vari piani di interesse applicativo e creando diverse normative conseguenti. Continue reading


Dic 11 2015

Critical Weed – Seconda edizione

Critical Weed 2015 – 20 Dicembre dalle 15:00 @CSOA Gabrio – Via Millio, 42 – Torino
Zona San Paolo Antiproibizionista-Antifascista-Antisessista-Antirazzista

Ritorna Critical Weed, l’evento nato lo scorso anno per rimarcare la distanza con le storiche feste del raccolto che, purtroppo, avevano ormai assunto modalità e caratteristiche lontane da quelle logiche di socialità e condivisione a noi care. Come la repressione nei confronti degli assuntori di sostanze non sembra arrestarsi, allo stesso modo il mercato illegale delle droghe è in continua evoluzione, concependo forme e canali innovativi allo scopo di massimizzare i profitti.

Il fenomeno delle NPS (Nuove Sostanze Psicoattive) sta diventando sempre più difficile da fronteggiare e monitorare in un’ottica preventiva: laboratori clandestini, spesso gestiti da organizzazioni criminali, quotidianamente sviluppano nuovi principi attivi che imitano le sostanze conosciute ma i cui effetti non sono completamente noti, trasformando chi li assume in cavie vere e proprie. In questo paradigma, i cannabinoidi di sintesi hanno un’indubbia prevalenza, causando intossicazioni e in certi casi perfino decessi, che mai la “proibita” cannabis naturale ha provocato.

Paradossalmente, queste “nuove droghe”, notevolmente più pericolose delle “classiche”, sono vendute legalmente fintanto che – una volta rilevate – non sono inserite nell’apposita tabella delle sostanze vietate. Internet sta divenendo la piattaforma privilegiata in merito alla loro diffusione e, noto l’ampio utilizzo da parte dei giovanissimi, sussiste un concreto rischio che questi possano diventare i principali fruitori di tale canale di rifornimento. Diventa così centrale il ruolo dell’informazione e della comunicazione, al pari della capacità di sapere ciò che si sta per assumere, con strumenti semplici, poco costosi e disponibili per chiunque. Continue reading


Ott 11 2015

Bloccati in sede consultiva alla Camera gli articoli sulla combustione di biomassa inquinata

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Il tempo ci ha dato ragione e non avevamo dubbi al riguardo, era dal 27 luglio che denunciavamo il tentativo a dir poco irresponsabile da parte dei deputati in Commissione Agricoltura della Camera, che hanno cercato in tutti i modi di legittimare l’impiego della biomassa di canapa proveniente dalla fitodepurazione di siti contaminati da metalli pesanti ed altri inquinanti per la produzione di energia elettrica a scopo industriale.

La PL in Commissione Agricoltura proseguiva il suo percorso, sostenuta e pubblicizzata da commissari incuranti del fatto che questa pratica, oltre che assolutamente dannosa per l’ambiente e la salute pubblica, sarebbe stata in netto contrasto con le normative vigenti, Comunitaria e Nazionale.

L’abbiamo detto fin dall’inizio e ribadito per l’ennesima volta nel nostro comunicato del 7 ottobre, finché, nello stesso giorno, anche la Commissione Ambiente se n’è accorta, bloccando l’Articolo 2, Comma 3 della Proposta Legge sulla canapa in ambito agronomico (Vedi Bollettino 517 del 07/10/2015, pag. 195: http://goo.gl/HEpZaL), per quelle stesse ragioni che la nostra azienda agricola si è impegnata a far valere, in difesa dei Beni Comuni e contro le tesi di coloro che, pur di sostenere questa Proposta di Legge (e la sua omologa in Regione Lazio), hanno tentato di ostacolarci con insulti, calunnie, diffamazioni e minacce a mezzo stampa. Continue reading