Lug 3 2017

RITROVIAMO IL VERO SPIRITO DELLE T.A.Z.

Siamo alcune sound, progetti di RDD (primo soccorso e riduzione del danno) e collettivi della Rete Nazionale Antiproibizionista, che hanno partecipato al teknival che celebrava i 20 anni di Shockraver, un evento aperto a tutte le realtà che avessero voluto portare il proprio contributo.

Nel bel mezzo dell’iniziativa, e proprio mentre stava arrivando la maggior parte delle persone, abbiamo saputo della morte di Christian, a quanto pare accidentale, risucchiato dalle correnti del fiume Ticino, mentre si stava rinfrescando con un amico a causa del forte caldo, in una zona isolata della riserva. La voce si è sparsa immediatamente e in pochi minuti tutti hanno spento la musica, per poi riunirsi e capire insieme il da farsi. Eravamo in migliaia presenti in quel momento (e non 500 come riportato da alcuni media) e questo dato escludeva a priori la possibilità di defluire tutti in poco tempo. Inizialmente la sensazione era che ci fosse comunque la volontà da parte di tutti di terminare la festa, lasciando i muri di suono spenti o al massimo solo qualche cassa spia, comunicando l’accaduto attraverso cartelli appesi in ogni sound, per avere tutto il tempo necessario per smontare e accogliere con un messaggio chiaro e forte le altrettante persone ignare che stavano arrivando. Purtroppo, di lì a poco, sono iniziate a emergere posizioni contrastanti, di chi, per ragioni che non ci sentiamo di condividere, credeva e sosteneva che la cosa migliore sarebbe stata quella di proseguire con la musica. Un successivo confronto tra alcune realtà presenti non ci ha permesso di arrivare a una scelta condivisa: da quel momento ognuno ha fatto ciò che ha voluto. Ovviamente siamo rimasti coerenti con la nostra posizione, avvisando tutti i nostri contatti che erano in viaggio, o che ancora dovevano partire, di non venire, perché per noi la festa era finita. Nel rispetto dei tempi di ognuno, alcune sound hanno smontato e sono ripartite tra la nottata e il giorno successivo, mentre i progetti di RDD – responsabilmente – hanno proseguito il proprio servizio alle persone fino al tardo pomeriggio del giorno seguente. Continue reading


Apr 8 2017

Cannabis Parade – Street Antiproibizionista Nazionale

29 aprile 2017!

••••••••••••• CANNABIS PARADE •••••••••••••
STREET ANTIPROIBIZIONISTA NAZIONALE

• Autoproduzione per contrastare e sconfiggere mafie e narcotraffico
• Per fare sentire la voce di chi non vuole più subire il ricatto dell’inganno proibizionista
• Contro lo strapotere delle mafie che esistono proprio grazie al narcotraffico
• Per riaffermare il diritto di autodeterminare i nostri corpi e le nostre vite
• Contro leggi liberticide che quotidianamente uccidono, arrestano e controllano
• Per riappropriarci della coltivazione della cannabis, storica pianta nostrana
• Contro politicanti e speculatori che vorrebbero farci un business
• Per una spinta radicale dal basso contro l’indifferenza della politica istituzionale ormai orientata unicamente ai profitti

RI-ORGANIZZIAMOCI ED ALZIAMO LA TESTA!
PARTECIPA, NON DELEGARE CHI NON TI RAPPRESENTA!


Apr 6 2017

Festa della semina 7 aprile 2017 – Verso la Cannabis Parade

Festa della semina 2017- Quell’erba è anche mia! Verso il Cannabis Parade

E’ giunta la primavera ed è il momento di seminare, di gettare le basi per la consueta autoproduzione che permette a tutti e tutte di sottrarci al ricatto proibizionista, che ci vuole consumatori asserviti al mercato nero ed al potere delle mafie. In un momento storico dominato da politiche di austerity e da assurde logiche securitarie, che privilegiano un astratto concetto di decoro urbano alla promozione della salute e del benessere della collettività. Un modello di sviluppo che tende a porre una frattura sempre più netta tra quei pochi chi possiedono la ricchezza ed i tanti che ogni giorno faticano per sopravvivere e lottano per cambiare le cose. In questo modo il dibattito sulla legalizzazione della cannabis che si è sviluppato nel nostro paese, altro non ha fatto che illudere estimatori, pazienti, ed utilizzatori di questa pianta che le cose finalmente potessero cambiare in meglio. Invece l’unica proposta di legge arrivata in Parlamento, già di per sé ambigua e confusa verrà riscritta, e probabilmente nel nuovo testo quelle piccole e poco credibili concessioni riguardanti l’autocoltivazione scompariranno proprio perché inconciliabili con la logica del monopolio, l’unica che trova un minimo di accordo ai piani alti del potere. Questa triste prospettiva non prenderà piede prima dell’estate e sicuramente non potrà avere seguito se non nella prossima legislatura. Per adesso rimane un vuoto fatto di un accanimento repressivo senza precedenti nei confronti di chi coltiva cannabis, che ha colpito pure noi che abbiamo sempre avversato lo spaccio e tutto ciò che rappresenta, facendo della condivisione un modello altro, anche se purtroppo ancora poco diffuso. Per questo motivo con la primavera alle porte e tutto il raccolto dell’anno scorso sequestrato in modo infame, dobbiamo e vogliamo ricominciare daccapo condividendo il momento della semina, sempre più convinti di essere nel giusto: il superamento del proibizionismo e degli ingenti danni che reca con sé, non è mai stata una questione ideologica come media main stream e opinione pubblica vogliono fare credere, ma pragmaticamente e primariamente una questione di libertà personale e promozione e tutela della salute, oltre che di risanamento e razionalizzazione del bilancio dello stato. E’ chiaro che serve una presa di posizione dal basso, una rivendicazione che deve partire dai nostri territori e da chi li vive, dai quartieri esasperati e sotto scacco a causa delle ambizioni delle organizzazioni criminali. Non abbiamo più voglia di doverci nascondere per le sostanze che ci piace usare in modo consapevole, siamo stufi di dover mettere in discussione le nostre libertà a causa di un’ideologia fascista che ancora determina politiche e azioni dannose, oltre che del tutto inefficaci.
Siamo appena alla semina, il primo passo per arrivare ad un raccolto tutto nostro senza alcuna speculazione e profitto, sano e come a ognuno e ognuna di noi piace. L’unico modo per avanzare è partecipare, delegare vuole dire avere già perso.

Venerdì 7 Marzo appuntamento al parco del Valentino alle ore 16- Semina collettiva!
CSOA GABRIO

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1913913465512540

FESTA DELLA SEMINA 2017
A sostegno dell’autoproduzione di cannabis
Verso la cannabis parade del 29 Aprile!

PROGRAMMA:

• VENERDI 7 APRILE 2017

– Ore 16 @ Parco del Valentino
SEMINA COLLETTIVA
– Ore 20:30 @ CSOA Gabrio – Via Millio 42
CENA SOCIALE di autofinanziamento a cura di Csoa Gabrio & Osservatorio Antiproibizionista-Canapisa Crew.
Menu:
insalatina primaverile
pasta arriminata
patate ricche con fagioli e cipolle rosse
mele golose.
Prenotazione consigliata!

a seguire PRESENTAZIONE del documentario
“Il nemico nascosto: dietro le quinte dell’agenda segreta della psichiatria” Esercito banco di prova della psichiatria.
A cura del Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud (Pisa)

“Con gli eserciti del mondo inondati dalla psichiatria e dagli psicofarmaci, 23 soldati e veterani commettono il suicidio ogni giorno, quindi in media circa 8.000 l’anno. Questo documentario rivela i deleteri trattamenti della psichiatria e l’impennata delle prescrizioni di psicofarmaci in ambito militare, grazie a testimonianze e interviste di prima mano a più di 80 soldati, loro famiglie, esperti internazionali”.

• SABATO 8 APRILE 2017
– Ore 15 @ CSOA Gabrio – Via Millio 42
ASSEMBLEA NAZIONALE ANTIPROIBIZIONISTA verso la CANNABIS PARADE (https://www.facebook.com/events/1820250584965103/)

– Dalle 23 doppia sala con CONCERTO live by
Flaco Punx (salone concerti)
Reggae Dancehall (saletta) by Makinda Hi Fi e Associazione Serengeti

INGRESSO A SOTTOSCRIZIONE 5 EURO
CSOA Gabrio
Via Millio 42
Zona San Paolo Antirazzista


Apr 6 2017

International Drug Checking Day

Link: http://drugcheckingday.com/

La Giornata Internazionale del Drug Checking è un’iniziativa di un gruppo eterogeneo di tutte le organizzazioni che svolgono un ruolo attivo nell’ organizzazione di iniziative di riduzione del danno.

Il 31 marzo in tutto il mondo saremo concetrati per diffondere una crescente consapevolezza sulla necessità di testare le “droghe” in circolazione.
Qui si intende non solo l’analisi pratica delle sostanze, ma l’obiettivo è anche ricordare alle persone di riflettere e mettere alla prova le loro conoscenze sulle droghe e sui loro effetti. Dopo tutto, prendere un farmaco o una “droga” illegale comporta sempre dei rischi.
Aumentando la consapevolezza e la condivisione delle conoscenze speriamo di estendere le possibilità di ogni individuo e di ogni comunità per ridurre tali rischi.

Che cosa ci si può aspettare da noi il 31 marzo?

Innanzitutto il programma di questa giornata non è ancora definitivo. Ogni giorno stiamo aggiungendo sempre più attività.
Attualmente abbiamo pensato questo per voi:

– Risposte ad ogni tipo di domanda sulla Riduzione del danno da esperti in ogni lingua

– Test Kit di analisi in omaggio!!!

– Altri omaggi

– Suggerimenti e consigli su come analizzare le sostanze

– Come partecipare alla community e dare voce ad altre campagne internazionali

Il 31 marzo 2017 avrete la possibilità di vincere uno dei seguenti premi!!!:

* Diversi GC-MS analisi Gas-cromatografiche by Erowid’s EcstasyData.org
* Diversi GC-MSanalisi Gas-cromatografiche by EnergyControl.org
* Uno dei quattro kit-analisi colorimetriche di DanceSafe.org (USA + UE)
* Un kit-analisi colorimetrica da reagent-tests.uk (Gran Bratagna)
* Uno dei sette kit-analisi colorimetriche da SIN (Polonia)
* Una delle due tazze della campagna per sostenere la produzione del Film “MDMA The Movie”
* Uno dei dieci tappetini per mouse della campagna per sostenere la produzione del Film “MDMA The Movie”

Quali organizzazioni stanno partecipando?

Si tratta di una collaborazione tra le organizzazioni globali di riduzione del danno e attivisti che credono che il modo migliore per garantire la salute delle persone è essere informati per poter avere il diritto di scegliere. Mentre non possiamo regolamentare o controllare il mercato illecito di stupefacenti, l’analisi delle sostanze controllo offre un’opportunità per proteggere le persone che assumono droghe dal consumo di sostanze indesiderate, impreviste o nocive.

Hanno confermato il supporto le seguenti organizzazioni ::

Asociación Hegoak Elkartea (SP), BAONPS (DE, IT, POR, e SLO), check-in! (POR),
Crew 2000 (UK), controllo energetico (SPN), DrogArt (SLO), Karmik (CA), Lab57 (IT), Kosmicare (UK), The Loop (Regno Unito), di Erowid EcstasyData (USA), SIN ( P), studenti per Sensible Drug Policy (IE), e UNHARM (AUS).
Link: http://drugcheckingday.com/


Set 17 2016

Sul blitz del 18 Agosto al Gabrio…

img_0167Dopo il blitz del 18 Agosto al Gabrio, che ha portato al sequestro di alcune piante di cannabis e alla denuncia di due compagni al momento presenti all’interno del centro, sono necessarie alcune riflessioni.

L’autoproduzione è un percorso politico che pratichiamo e rivendichiamo da più di 16 anni allo scopo di superare l’ipocrisia del modello proibizionista vigente che da un lato criminalizza le sostanze non facendo educazione e prevenzione, e dall’altro permette a organizzazioni criminali di venderle, contribuendo a far crescere il mostro del narcotraffico. Se oggi siamo uno dei Paesi del mondo dove la percezione di corruzione è tra le più alte, lo dobbiamo anche alla presenza nel nostro territorio di solidi cartelli che dallo spaccio di droghe ricavano quella liquidità a loro necessaria per comprare amministratori e dipendenti pubblici compiacenti.. Quelle stesse mafie che infiltrandosi poi tra appalti e progetti lucrano su disgrazie ed emergenze dirottando nelle proprie casse ingenti quantità di denaro pubblico. Nonostante i cospicui investimenti fatti per contrastare il fenomeno, si parla di circa 1,5 miliardi di euro ogni anno, il mercato nero delle sostanze sembra più florido che mai con sempre più droghe sconosciute e pericolose che inondano le piazze di vendita: i dati esposti nell’ultimo libro bianco sulle droghe  confermano anche quest’anno la tendenza che con l’attuale legislazione ad andare in galera siano di fatto assuntori e piccoli spacciatori, principalmente di cannabis in quanto sostanza il cui uso è prevalente. Ed effettivamente ogni anno appena arriva l’estate scatta l’assurda caccia alle streghe nei confronti di chi si cimenta nella per altro non difficile e ormai diffusa pratica della coltivazione di cannabis. E visto che tale pratica, nei secoli appannaggio dell’umanità, è oggi considerata reato penale in quanto, a detta del legislatore, in grado di aumentare le scorte di sostanze stupefacenti presenti sul territorio, si finisce nella rete proibizionista e senza una valida difesa si rischia una condanna fino a 6 anni di carcere indipendentemente dal fatto che la condotta possa essere finalizzata al lucro piuttosto che all’uso personale. In questo panorama, ed anche in peggiori nel passato in cui la Fini/Giovanardi prevedeva fino a 20 anni di carcere, decidere di coltivare cannabis in condivisione e no profit è stata per noi una provocazione che rappresentava un tentativo di sottrarsi a questo ricatto proibizionista: le feste del raccolto e della semina sono in quartiere momenti liberati, dove al mercato e alle piazze di spaccio si sostituisce la condivisione e l’autoproduzione, modelli che negli anni abbiamo sempre rivendicato come possibili alternative nonostante l’indifferenza di buona parte della politica. Continue reading


Ago 18 2016

Proibizionismo d’agosto: di “laboratori della droga” e muri sfondati

muro-sfondato-poliziaDi prima mattina il quartiere San Paolo si è risvegliato con un’intero isolato militarizzato, cinque camionette di carabinieri e polizia, gazzelle e auto della digos hanno chiuso l’accesso di via Millio per procedere a una solerte operazione volta alla perquisizione del Centro Sociale Gabrio. Decine di uomini in uniforme sono penetrati nel centro sfondando tutte le porte, rovistando in ogni stanza e addirittura sfondando un muro per accedere ai locali informatici.

L’obiettivo è stato mettere sotto accusa una delle pratiche militanti del centro sociale, l’antiproibizionismo. Sono state infatti sequestrate le piante di marijuana presenti nel centro e gli strumenti per la loro coltivazione. Attività che da anni portiamo avanti apertamente. Siamo consapevoli che praticare coerentemente l’antiproibizionismo significa disobbedire a leggi ingiuste così come sappiamo che tale pratica può portare ad affrontare forme di repressione come quella adottata questa mattina dal reparto mobile della questura di Torino con l’avallo della procura. Siamo d’altronde sicuri che l’autoproduzione sia l’unico sistema per scardinare il sistema delle narcomafie da un lato e del controllo sociale oscurantista dall’altro. L’autoproduzione è condivisione, non spaccio.vetro-rotto-polizia

E’ stata certamente anche una buona occasione per la questura per mettere il naso nei locali dove si svolgono le numerose attività politiche e sociali del centro.

Nella giornata in cui i principali mezzi di stampa rilanciano le dichiarazioni del magistrato Cantone sull’importanza e la necessità di legalizzare la cannabis per evitare il gioco delle narcomafie è a dir poco paradossale che la procura e la questura di Torino si lancino in una operazione che va a colpire una delle poche esperienze reali in tale direzione. Noi lo sappiamo da anni, non abbiamo bisogno di un magistrato per capirlo.
Il risultato è che nel momento in cui scriviamo un compagno è in questura e un’altro è denunciato a piede libero, compagni ai quali va tutta la vicinanza, amicizia, complicità.

Tutte le attività del centro sociale programmate in questi giorni continueranno regolarmente.

Le compagne e i compagni del CSOA Gabrio


Dic 11 2015

Critical Weed – Seconda edizione

Critical Weed 2015 – 20 Dicembre dalle 15:00 @CSOA Gabrio – Via Millio, 42 – Torino
Zona San Paolo Antiproibizionista-Antifascista-Antisessista-Antirazzista

Ritorna Critical Weed, l’evento nato lo scorso anno per rimarcare la distanza con le storiche feste del raccolto che, purtroppo, avevano ormai assunto modalità e caratteristiche lontane da quelle logiche di socialità e condivisione a noi care. Come la repressione nei confronti degli assuntori di sostanze non sembra arrestarsi, allo stesso modo il mercato illegale delle droghe è in continua evoluzione, concependo forme e canali innovativi allo scopo di massimizzare i profitti.

Il fenomeno delle NPS (Nuove Sostanze Psicoattive) sta diventando sempre più difficile da fronteggiare e monitorare in un’ottica preventiva: laboratori clandestini, spesso gestiti da organizzazioni criminali, quotidianamente sviluppano nuovi principi attivi che imitano le sostanze conosciute ma i cui effetti non sono completamente noti, trasformando chi li assume in cavie vere e proprie. In questo paradigma, i cannabinoidi di sintesi hanno un’indubbia prevalenza, causando intossicazioni e in certi casi perfino decessi, che mai la “proibita” cannabis naturale ha provocato.

Paradossalmente, queste “nuove droghe”, notevolmente più pericolose delle “classiche”, sono vendute legalmente fintanto che – una volta rilevate – non sono inserite nell’apposita tabella delle sostanze vietate. Internet sta divenendo la piattaforma privilegiata in merito alla loro diffusione e, noto l’ampio utilizzo da parte dei giovanissimi, sussiste un concreto rischio che questi possano diventare i principali fruitori di tale canale di rifornimento. Diventa così centrale il ruolo dell’informazione e della comunicazione, al pari della capacità di sapere ciò che si sta per assumere, con strumenti semplici, poco costosi e disponibili per chiunque. Continue reading


Ago 3 2015

Cannabis? Non solo da fumare

biomasseBrescia

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: http://www.biocannabis.it/?p=427

C’è chi vorrebbe alimentare quegli impianti con la canapa usata per disinquinare i terreni …

… e C’È CHI DICE NO!

Siamo allarmati da due pericolosi disegni di legge di modifica della attuale normativa  sulla coltivazione della canapa in campo agricolo, per le 52 varietà non psicoattive ammesse e incentivate dalla Comunità Europea.
Sono due progetti di legge, uno peggiore dell’altro, uno della Regione Lazio e l’altro della Commissione Agricoltura della Camera.

Sul nostro sito a questo link è visionabile una analisi approfondita e dettagliata delle due PL messe in relazione alla attuale normativa con il commento su come, da agricoltori, vediamo queste proposte e cosa invece necessiterebbe, secondo noi il settore.

Indicazioni su cosa, al contrario di queste proposte, si dovrebbe e potrebbe fare se veramente si volesse far ripartire la coltivazione della canapa, in maniera etica, secondo un altro modello di sviluppo, capace di creare occupazione nel rispetto della vita e dell’ambiente che la circonda.

Fortunatamente ancora C’E’ CHI DICE NO al profitto ad ogni costo sulla pelle e la salute dei cittadini, ai progetti sostenuti e propagandati da falsi ambientalisti e falsi antiproibizionisti che apparentemente parrebbero sostenere la canapa, individuata in queste proposte come la risorsa per produrre la biomassa necessaria  alle centrali alimentate in questo modo per l’ottenimento dell’energia elettrica.

C’è addirittura chi incredibilmente propone di depurare i terreni altamente inquinati con la canapa, per poi bruciarla in quelle centrali a biomassa per ottenere energia elettrica.
Non siamo solo contrari a bruciare la biomassa inquinata della canapa utilizzata per fitodepurare in impianti a biomassa, siamo contrari anche a usare comunque  la canapa come biomassa da bruciare in quelle centrali, anche se provenisse da terreni agricoli. Continue reading


Mag 24 2015

Canapisa 2015

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«Basta criminalizzare chi fa uso di droghe, sì ad un uso libero e consapevole», urla al megafono Alberto Mari, uno degli storici organizzatori dell’iniziativa. Lo striscione all’inizio del corteo riassume il senso della manifestazione: «Canapisa libera tutti. No carcere. No psichiatria». Osservatorio anti-proibizionista e Canapisa Crew da anni contestano le leggi proibizioniste, fanno informazione sulle sostanze stupefacenti. Contrastano anche la psichiatria moderna che, dicono gli organizzatori, «impone l’uso di psicofarmaci, in contrasto con il diritto all’autodeterminazione dell’individuo». Nel corteo è presente anche il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud.

I soliti fascisti
Noi Adesso Pisa e Fratelli d’Italia-An hanno consegnato centinaia di firme al questore contro Canapisa. «Durante il colloquio, i delegati hanno riferito le numerose e documentate lamentele che i cittadini che sono accorsi ai banchetti organizzati negli ultimi mesi hanno portato all’attenzione dei militanti che raccoglievano le firme – si legge in una nota -. Il questore, nel prendere atto di questi resoconti dettagliati, si è impegnato a riportare il problema sui tavoli tecnici di sua competenza».
Non si capisce la faccia tosta di certi personaggi, la loro legge è stata bocciata dalla Consulta ma soprattutto, dal punto di vista politico, questi sono i responsabili delle incarcerazioni e delle morti in carcere. Ancora una volta hanno perso un’occasione per stare zitti!


Mag 11 2015

Da street parade a happening

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Fonte: Il Manifesto – Alessandro De Pascale

Anche in que­sto 2015, con­tem­po­ra­nea­mente in circa 700 città del mondo torna l’annuale appun­ta­mento mon­diale anti­proi­bi­zio­ni­sta della Mil­lion Mari­juana March. L’edizione ita­liana, la 15esima, è in pro­gramma oggi,  sabato 9 mag­gio,  a Roma, a par­tire dalle ore 13, alla Città dell’altra eco­no­mia. La prima novità di quest’anno è pro­prio l’abbandono, gli orga­niz­za­tori ci ten­gono a spe­ci­fi­care «almeno per ora», della mani­fe­sta­zione in stile “street parade” per pas­sare ad una moda­lità stan­ziale, in una grande villa comu­nale. L’obiettivo di que­sta scelta è «impe­dire l’imperversare dei dipen­denti della camorra, che scor­raz­zano con i loro car­relli, bagna­role e ombrel­lini, ven­dendo bibite e altro, ma anche dei loro col­le­ghi afri­cani, che si aggi­rano espo­nendo grandi buste di erba in ven­dita, sem­pre di ori­gine nar­co­ma­fiosa, impos­si­bili da argi­nare in una mani­fe­sta­zione di decine di migliaia di per­sone dan­zanti tra i camion in movimento».

Nono­stante si chiami March (mar­cia), prima di Roma ave­vano già optato per que­sta scelta città come Lon­dra e Amster­dam, oppure l’Australia. Gli orga­niz­za­tori dell’edizione ita­liana vedono del resto come un «con­tro­senso fare un’iniziativa con­tro il sistema se poi den­tro ci ritro­viamo il sistema». Ed è dif­fi­cile dar­gli torto. Secondo motivo alla base delle scelta, unire la parte mani­fe­sta­zione, spet­ta­colo e musica a quella dei con­te­nuti, come i semi­nari e col­le­ga­menti video, «per­ché non siamo con­vinti che tutto il popolo anela alla col­ti­va­zione sia con­sa­pe­vole del rischio che corre in que­sta fase». Tema cen­trale di quest’anno, l’interesse dei mer­cati per la lega­liz­za­zione delle dro­ghe leggere.

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