Apr 29 2013

Droga, neuroscienze e bufale

Laser

Fonte: Fuoriluogo

Ci risiamo, un annuncio “formidabile”: “Un gruppo di scienziati americani, diretto dal Prof. Antonello Bonci del National Institute on Drug Abuse di Bethesda e strettamente collegato al Dipartimento Politiche Antidroga italiano, ha dimostrato attraverso un recentissimo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature che è possibile eliminare l’interesse ad assumere cocaina grazie ad una tecnologia rivoluzionaria e avveniristica chiamata “optogenetica” che è una specialità dell’ ingegneria genetica.”

Ancora dichiarazioni roboanti, soluzioni miracolose che provengono dalle neuroscienze. Ratti resi dipendenti dalla cocaina e poi “salvati” con applicazioni di raggi laser.
L’invadenza mediatica ed economica delle ricerche neuro scientifiche è da troppo tempo un fattore inquinante la discussione scientifica e professionale sull’addiction.

Recentemente (The Guardian on line, 10 Aprile 2013) Kate Button, psicologa ricercatrice presso l’Università di Bristol, ha espresso profondi dubbi proprio sulla validità e l’utilità di questo tipo di ricerche.

Button, attraverso un ragionamento rigoroso e accessibile, afferma che molte delle conclusioni di tali ricerche sono false. Ciò che manca in studi come quello americano è soprattutto ciò che è definita “potenza statistica”. Il numero molto basso dei casi studiati (a prescindere anche dall’applicazione sugli animali da laboratorio), dovrebbe portare a ridimensionare le conclusioni delle ricerche, che al contrario vengono enfatizzate. La mancanza di numeri elevati allontana dall’identificazione dei “veri” effetti dell’intervento che si vuole testare. Su queste basi, si dovrebbe passare a studi clinici di più grandi dimensioni, dai costi stratosferici e che frequentemente contraddicono i primi risultati. L’inaffidabilità è ancora più grande se si considera, come fa l’autrice, la tendenza della letteratura scientifica e di quella di divulgazione a esagerare la portata delle scoperte mirabolanti e a sottostimare (quando non a ignorare) le ricerche che dimostrano l’assenza di effetti nulli di un dato approccio. In questo modo, i ricercatori giovani (ma anche i centri e i gruppi di ricerca) se vogliono avere successo, fondi, carriera sono portati ad applicarsi su studi dagli apparenti mirabolanti risultati, invece che anche su ricerche che possano contraddire tali risultati. Continue reading


Apr 24 2013

La maggioranza degli americani è favorevole alla legalizzazione della Marijuana

Legalizzazione 1969-2013Fonte: Pew Research Center

Per la prima volta in più di quattro decenni di sondaggi sulla questione, la maggioranza degli americani è favorevole alla legalizzazione dell’uso di marijuana. Un sondaggio nazionale rileva che il 52% afferma che l’uso di marijuana dovrebbe essere legale mentre si pronuncia contro il 45%.

Il supporto alla legalizzazione della marijuana è aumentato di 11 punti dal 2010. Il cambiamento è ancora più radicale se rapportato alla fine degli anni ’60: un sondaggio Gallup nel 1969 aveva rilevato che solo il 12% fosse a favore della legalizzazione dell’uso di marijuana, mentre l’84% ne era contrario.

4 aprile 2013 – Il sondaggio del Pew Research Center, condotto tra il 13 ed il 17 Marzo coinvolgendo 1.501 adulti, rileva come i giovani siano i più favorevoli alla legalizzazione della marijuana. Il 65% dei Millennials – i nati dal 1980 a oggi, avente quindi tra i 18 ei 32 anni – sono a favore della legalizzazione dell’uso di marijuana; erano solo il 36% nel 2008. C’è stato però un notevole cambiamento nell’atteggiamento sul lungo periodo anche tra le vecchie generazioni, in particolare i Baby Boomers, persone nate dal 1946 al 1964 e aventi tra i 43 e i 66 anni. Continue reading


Apr 23 2013

Coltivarla per sé non è reato!

IMG_0187Fonte: Il Fatto Quotidiano
Depositate le motivazioni della sentenza con cui il tribunale di Ferrara ha assolto due giovani finiti a processo per aver cresciuto 4 piantine di stupefacente in casa. Il via libera arriva proprio dall’interpretazione restrittiva della contestata legge proibizionista: “Non raggiunte le caratteristiche dimensionali minime per un’efficacia drogante”

La coltivazione di marijuana per uso personale non è reato. E lo si può dimostrare attraverso una interpretazione restrittiva della stessa “Fini-Giovanardi”. Proprio la norma più proibizionista che l’ordinamento italiano abbia conosciuto contiene tra le sue pieghe un via libera a chi, come in un recente caso esaminato dal tribunale di Ferrara, preferisce esercitare il pollice verde tra le mura domestiche piuttosto che scender in strada ad alimentare indirettamente il traffico di stupefacenti della malavita. Lo dice a chiare lettere il giudice Franco Attinà nelle motivazioni alla sentenza con cui ha assolto due giovani arrestati e finiti a processo lo scorso 20 marzo per coltivazione di marijuana. Continue reading


Apr 20 2013

Million Marijuana March 2013

 

mmm 2013

TANTA GALERA PER NOI MOLTISSIMI
MILIARDI DI EURO PER LORO POCHISSIMI

Più di 120 mila persone arrestate negli ultimi sette anni grazie alla legge Fini/Giovanardi, più di 22 milioni di piante di canapa sequestrate solo nel 2012, annualmente un numero imprecisato di miliardi esentasse finiti nelle casse delle narcomafie.

In contemporanea in tutto il mondo per ottenere:

1) LA FINE DELLE PERSECUZIONI PER I CONSUMATORI.
2) ACCESSO IMMEDIATO ALL’USO TERAPEUTICO PER I PAZIENTI.
3)DIRITTO A COLTIVARE LIBERAMENTE LA CANNABIS, BENE COMUNE, PATRIMONIO DELL’UMANITA’.

TREDICESIMA EDIZIONE ITALIANA M.M.M., DEDICATA A TUTTE LE VITTIME DEL PROIBIZIONISMO, MASSACRATE DI BOTTE IN GALERA O ANCORA PRIMA DI ARRIVARCI, E IN PARTICOLARE A ALDO BIANZINO, DI CUI ESIGIAMO LA RIAPERTURA DEL PROCESSO PER OMICIDIO.

801 DIFFERENTI CITTA’ DI 71 DIFFERENTI STATI MARCIANO DAL 1999 IN TUTTO IL MONDO:
http://www.cannabis.shoutwiki.com/wiki/Global_Marijuana_March_cities

E’ sempre più chiaro che la vera finalità di questa legge è rafforzare il monopolio della produzione, importazione e distribuzione delle sostanze illecite affidato alle narcomafie. Una esclusività che con la precedente 309/90 cominciava a scricchiolare, messa in discussione da un numero sempre crescente di assoluzioni per chi autocoltivava il proprio consumo. Alcune crepe comunque iniziano finalmente ad aprirsi anche con una legge pensata per non lasciare margini di discrezionalità interpretativa ai giudici. Oltre a diverse sentenze positive della cassazzione c’è l’importante ricorso alla Consulta da parte della terza corte penale di appello di Roma il 28 gennaio 2013 per presunta incostituzionalità della 49/06.
(1) Se venisse giudicata incostituzionale sarebbe automaticamente la fine della Fini/Giovanardi e presumibilmente anche tutte la condanne ingiustamente comminate con
una legge incostituzionale decadrebbero con la conseguente scarcerazione degli/delle ingiustamente incarcerati/e negli ultimi 7 anni.
(2) Se intanto si sapesse, le difese degli/delle imputati/e potrebbere chiedere la sospensione dei processi in attesa che la Consulta si pronunci. Sebbene il giudice decide in autonomia esiste la possibilità che una parte dei tribunali decida positivamente, ciò aprirebbe la strada ad altri ricorsi per le stesse motivazioni costituendo un importante elemento di pressione.
(3) La Consulta potrebbe prendersi anche un anno se nessuno dice niente nella distrazione generale, inoltre, secondo il parere di tecnici che conoscono i precedenti,
la Consulta pare che se non c’è su un tema una forte attenzione sociale, tenda in genere ad agire ponziopilatamente lasciando le cose invariate.
(4) Sarebbe un bello smacco per tutta la destra e non solo per Fini e Giovanardi, metterebbe inoltre in imbarazzo anche quella parte del centrosinistra,
che pur non definendosi proibizionista nulla ha fatto dal 2006 ad oggi per cancellarla.
(5) Si ritornerebbe automaticamente alla precedente 309/90 e molto probabilmente il prossimo governo si potrebbe trovare a dover legiferare di nuovo in materia, anche se non è automaticamente obbligato ma, se l’attenzione sale potrebbe essere più facile superare la 309/90 adeguando la nostra normativa a quella del resto dell’ Europa, ossia, come auspichiamo, il diritto ad autoprodurre il proprio consumo. Continue reading


Apr 17 2013

Dove vanno i milioni dati a Serpelloni?

Serpelloni soldi

In un articolo apparso il 10 aprile 2013 sul quotidiano Il Tirreno, a firma di Natalia Andreani e Annalisa D’Aprile si fanno i conti in tasca al Dipartimento delle Politiche Antidroga, in merito ai fondi destinati ai progetti per la ricerca mirata alla prevenzione delle tossicodipendenze (in tre anni 43,5 milioni di euro: 26,5 milioni per il 2010 e 17 milioni per il biennio 2011/12). Un fiume di denaro, oltre 50 milioni di euro finito in mille rivoli, molti dei quali facenti capo a un solo collettore di fondi: la Asl 20 di Verona. Il 16 aprile, proprio in merito all’articolo, viene fatta un’interrogazione parlamentare in cui si chiede al Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione, e al Ministro dell’interno, delucidazioni in merito alle affermazioni riportate dalle due giornaliste.

Come ben tutti sanno, a partire dagli addetti ai lavori, le politiche attuate dal Dpa raccolgono risultati deludenti che vanno dall’aumento dei consumi di sostanze all’enorme calo di consumatori che intraprendono un percorso di cura (risibile e alquanto contestato, in primis proprio dai ricercatori,  il trend negativo sui consumi  riportato nell’ultima relazione al Parlamento). Per non parlare della mole di persone che vengono denunciate e per i quali comincia un vero e proprio calvario fatto di controlli obbligati sulla patente, denaro speso per effettuarli, stigma nel caso in cui venisse alla luce il loro comportamento privato, che non di rado si riflette sugli affetti o sull’attività lavorativa. Ma anche repressione da parte delle forze dell’ordine perché spesso chi è stato denunciato viene maggiormente “controllato” e per di più, nel caso in cui si venisse fermati, la segnalazione apparirebbe dall’interrogazione del database interforze, il cosiddetto “terminale”.

Tutti provvedimenti e conseguenze votati all’esclusione sociale dei singoli trasgressori a garanzia di una supposta sicurezza della collettività che, ovviamente, non si potrà mai realizzare con tali metodi. Del resto, dal ’93 anno del referendum, proprio coloro che si vorrebbero tutelare si sono espressi contrari alla punizione delle condotte di consumo. Riguardo al singolo, come si spera di agganciare quei consumatori problematici rendendogli l’esistenza ancor più dura? Argomenti che fanno infuriare, ancor più quando si vede che i soldi sono spesi male o dati agli “amici” (ma, vista la mole di denaro, non vengono fatte gare d’appalto? e se sì chi controlla la trasparenza?).

Fondamentalmente, pensiamo esistano due tipi di censori: quelli abbagliati dall’ideologia proibizionista pronti a sacrificare delle vite in nome del rispetto di una supposta moralità e quelli che lo sono per il proprio tornaconto.Credevamo Serpelloni appartenere alla prima, quella degli stupidi, invece riesce ad entrare anche nella seconda, quella dei…

Gran bella carriera la sua! Speriamo finisca al più presto.

 

 

 


Apr 15 2013

T.A.Z. against Business

SAMSUNGDa diversi anni la scena dei free parties ha conosciuto un lento declino, che chiunque abbia frequentato questo ambiente anche solo per qualche tempo ha avuto modo di notare. Questo declino è dovuto non solo alla carenza di autogestione, ma anche alla scarsita’ di comunicazione su tematiche culturali e di controinformazione, con la conseguente inconsapevolezza delle cosiddette nuove leve, aumentate in proporzione alla facile reperibilita’ degli eventi; oltre a questo, in diversi Paesi europei la realizzazione e  l’inasprirsi di “leggi anti-rave” non ha di certo facilitato la situazione.

Alcuni recenti eventi come la festa di Cusago e il Karnival dimostrano in maniera lampante questa tendenza. Ma questa volta non vogliamo soffermarci sulla brutalità, la pochezza, l’inettitudine e l’incompetenza delle forze dell’ordine e delle istituzioni che sono intervenute in queste situazioni, che ormai diamo per scontate visti i chiari intenti repressivi. Questa volta vogliamo fare auto-critica come movimento.

I free parties, sono particolari situazioni di festa basati sul concetto di T.A.Z. (temporary autonomous zone). Per fare free parties non bastano casse e musica in una situazione illegale (altrimenti anche una discoteca che non fattura le entrate sarebbe un free party), servono particolari premesse sociali e politiche, utili a creare un ambiente auto-gestito.

Analizzando le pratiche per lo svolgimento di T.A.Z. e situazioni autogestite riteniamo particolarmente importanti quelle pratiche volte alla sicurezza dell’ evento e alla comunicazione degli intenti che ne stanno alla base.

In particolare riteniamo fondamentale: Continue reading


Apr 13 2013

Free T.A.Z.

Free Taz


Apr 5 2013

I° FESTA DELLA SEMINA – PISA

Festa semina Pisa

sabato 13 Aprile 2013 @Ex Colorificio Liberato Pisa

Quest’anno per la prima volta l’Osservatorio Antiproibizionista/Canapisa Crew ha deciso di festeggiare La Festa della semina; ma non sarà una semplice occasione di ritrovo ludico ma una precisa scelta politica che si inscrive all’interno di una battaglia più ampia, quella antiproibizionista, una battaglia che parla anzitutto di diritti negati. Ogni anno cresce in Italia il numero degli arresti legati all’ambito droghe e molti di questi riguardano i consumatori e le consumatrici di cannabis.

Il meccanismo perverso e criminale del proibizionismo si alimenta e trae linfa da leggi securitarie e vive e si rigenera in un clima culturale e politico troppo spesso dominato dall’ignoranza, un ignoranza che le attuali leggi antidroga eleva a sistema di dominio. Si tratta di un meccanismo che da una parte proibisce e criminalizza, e dall’altra incrementa all’ennesima potenza i profitti delle narcomafie stringendo il consumatore verso la repressione da un lato e verso le dinamiche legate al mercato dello spaccio dall’altro. La nostra festa della semina è dunque un gesto di liberazione e di riconquista di uno spazio pubblico, perchè dice in maniera molto semplice e lineare che è possibile sgretolare il fronte proibizionista a partire dalla nostra quotidianità, da gesti che possono apparire anche banali e simbolici, come quello di piantare un seme per difendere un bene comune! Piantare un seme per liberarsi appunto dalla logica delle mercificazione a cui la canapa così come tutte le altre sostanze è sottoposta; per liberarsi dallo strapotere delle narcomafie; per ricostruire un rapporto anche culturale nei confronti di una sostanza naturale. Continue reading


Apr 3 2013

I° Festa della Semina – Ex Colorificio Liberato

Festa semina Pisasabato 13 Aprile 2013 @Ex Colorificio Liberato Pisa

Quest’anno per la prima volta l’Osservatorio Antiproibizionista/Canapisa Crew ha deciso di festeggiare la Festa della semina; ma non sarà una semplice occasione di ritrovo ludico ma una precisa scelta politica che si inscrive all’interno di una battaglia più ampia, quella antiproibizionista, una battaglia che parla anzitutto di diritti negati. Ogni anno cresce in Italia il numero degli arresti legati all’ambito droghe e molti di questi riguardano i consumatori e le consumatrici di cannabis.

Il meccanismo perverso e criminale del proibizionismo si alimenta e trae linfa da leggi securitarie e vive e si rigenera in un clima culturale e politico troppo spesso dominato dall’ignoranza, un ignoranza che le attuali leggi antidroga eleva a sistema di dominio. Si tratta di un meccanismo che da una parte proibisce e criminalizza, e dall’altra incrementa all’ennesima potenza i profitti delle narcomafie stringendo il consumatore verso la repressione da un lato e verso le dinamiche legate al mercato dello spaccio dall’altro. La nostra festa della semina è dunque un gesto di liberazione e di riconquista di uno spazio pubblico, perchè dice in maniera molto semplice e lineare che è possibile sgretolare il fronte proibizionista a partire dalla nostra quotidianità, da gesti che possono apparire anche banali e simbolici, come quello di piantare un seme per difendere un bene comune! Piantare un seme per liberarsi appunto dalla logica delle mercificazione a cui la canapa così come tutte le altre sostanze è sottoposta; per liberarsi dallo strapotere delle narcomafie; per ricostruire un rapporto anche culturale nei confronti di una sostanza naturale.

L’autoproduzione e la condivisione, unite alla consapevolezza, sono logiche proprie di una sana cultura antiproibizionista, ed è questa la cultura che vogliamo diffondere organizzando eventi come la Festa della Semina, convinti che ogni singolo seme, ogni singola pianta che riesce a crescere rappresenta una scelta di sottrazione dalle logiche di mercificazione delle sostanze e contribuisce a togliere un mattone dal muro del proibizionismo. E’ giunta l’ora di piantarla con il proibizonismo.

L’Osservatorio Antiproibizionista/Canapisa Crew una realtà che da quasi da quindici anni pratica antiproibizionismo e rivendica il diritto ad un uso sia ludico sia terapeutico delle sostanze che la legge proibisce. Siamo ben consapevoli che questa nostra cultura sta fuori dai giochi economici e da quelli di potere, ma siamo sempre più convinti che l’autoproduzione sia l’unica soluzione dal basso per disintegrare il proibizionismo e le narcomafie che da questo stato di cose traggono carburante. Continue reading


Apr 2 2013

Festa della Semina @Csoa Gabrio – Torino

Festa semina gabrio 2013

Venerdì 5 Aprile 2013

FESTA DELLA SEMINA 2013

 

Scambio di semi e piantine | Condivisione di saperi | Controinformazione | Autoproduzione
—- Ore 21:
Verso il primo Cannabis Social Club Torino: Incontro con i pazienti

—- Dalle 23:

Live from Torre del Greco (NA)

|||||||| FUNKY PUSHERTZ ||||||||
aka Boom Buzz, Red Dog, Mastu Nzò, Kayaman, Tonico70

||||||| Mr. T-Bone meets DJ Pachelo |||||||

dancehall by:

||||||| Gigawave |||||||

NO POLICE | NO SMAZZO !

CSOA Gabrio Torino | CSA Terra di Nessuno Genova | Ex-Colorificio Liberato Pisa

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