Mag 24 2015

Canapisa 2015

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«Basta criminalizzare chi fa uso di droghe, sì ad un uso libero e consapevole», urla al megafono Alberto Mari, uno degli storici organizzatori dell’iniziativa. Lo striscione all’inizio del corteo riassume il senso della manifestazione: «Canapisa libera tutti. No carcere. No psichiatria». Osservatorio anti-proibizionista e Canapisa Crew da anni contestano le leggi proibizioniste, fanno informazione sulle sostanze stupefacenti. Contrastano anche la psichiatria moderna che, dicono gli organizzatori, «impone l’uso di psicofarmaci, in contrasto con il diritto all’autodeterminazione dell’individuo». Nel corteo è presente anche il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud.

I soliti fascisti
Noi Adesso Pisa e Fratelli d’Italia-An hanno consegnato centinaia di firme al questore contro Canapisa. «Durante il colloquio, i delegati hanno riferito le numerose e documentate lamentele che i cittadini che sono accorsi ai banchetti organizzati negli ultimi mesi hanno portato all’attenzione dei militanti che raccoglievano le firme – si legge in una nota -. Il questore, nel prendere atto di questi resoconti dettagliati, si è impegnato a riportare il problema sui tavoli tecnici di sua competenza».
Non si capisce la faccia tosta di certi personaggi, la loro legge è stata bocciata dalla Consulta ma soprattutto, dal punto di vista politico, questi sono i responsabili delle incarcerazioni e delle morti in carcere. Ancora una volta hanno perso un’occasione per stare zitti!


Mag 15 2015

Cannabis terapeutica: assurdo chiudere CraCin Rovigo.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAFonte: Blog Lavoro & Salute

Mentre nel mondo da 15 anni la rete mondiale della Million Marijuana March che ogni anno a maggio mobilita centinaia di citta’ su una piattaforma condivisa di tre punti: fine delle persecuzioni, diritto all’uso terapeutico e diritto a coltivare liberamente una pianta che e’ un pezzo del patrimonio botanico del pianeta. Ma in Italia a piu’ di un anno dalla dichiarazione d’incostituzionalità della vecchia legge sulle droghe, la Fini-Giovanardi, si conferma la presenza in carcere di migliaia di persone condannate in base ad una legge non piu’ in vigore, ma ancora recluse a causa del mancato ricalcolo della pena.

La notizia che il governo ha deciso di chiudere il CraCin di Rovigo è gravissima. Si tratta dell’unico centro in Italia che da 15 anni studia, coltiva e diffonde conoscenze sulla cannabis terapeutica.
E’ il CraCin che fornisce le piante all’Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze che finalmente dovrebbe cominciare a fornire alle Asl farmaci a base di cannabinoidi.
Evidentemente i commissari incaricati dal ministro dell’agricoltura Martina ignorano gli impegni assunti dalle ministre della Difesa e della Salute affinché si proceda finalmente anche in Italia alla produzione.
Speriamo che si tratti solo di mancanza di coordinamento tra ministeri e che si ponga subito rimedio.
Emerge un quadro sconfortante della confusione che caratterizza l’azione del nostro governo su una materia vitale per centinaia di migliaia di pazienti ma anche il carattere assurdo delle spending review che si continuano a portare avanti.
La produzione pubblica di farmaci a base di cannabinoidi ridurrebbe drasticamente la spesa farmaceutica perché vanno a sostituire farmaci mille volte più costosi e non ci sarebbero più neanche gli oneri derivanti dall’importazione dall’estero. Continue reading

Mag 11 2015

Da street parade a happening

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Fonte: Il Manifesto – Alessandro De Pascale

Anche in que­sto 2015, con­tem­po­ra­nea­mente in circa 700 città del mondo torna l’annuale appun­ta­mento mon­diale anti­proi­bi­zio­ni­sta della Mil­lion Mari­juana March. L’edizione ita­liana, la 15esima, è in pro­gramma oggi,  sabato 9 mag­gio,  a Roma, a par­tire dalle ore 13, alla Città dell’altra eco­no­mia. La prima novità di quest’anno è pro­prio l’abbandono, gli orga­niz­za­tori ci ten­gono a spe­ci­fi­care «almeno per ora», della mani­fe­sta­zione in stile “street parade” per pas­sare ad una moda­lità stan­ziale, in una grande villa comu­nale. L’obiettivo di que­sta scelta è «impe­dire l’imperversare dei dipen­denti della camorra, che scor­raz­zano con i loro car­relli, bagna­role e ombrel­lini, ven­dendo bibite e altro, ma anche dei loro col­le­ghi afri­cani, che si aggi­rano espo­nendo grandi buste di erba in ven­dita, sem­pre di ori­gine nar­co­ma­fiosa, impos­si­bili da argi­nare in una mani­fe­sta­zione di decine di migliaia di per­sone dan­zanti tra i camion in movimento».

Nono­stante si chiami March (mar­cia), prima di Roma ave­vano già optato per que­sta scelta città come Lon­dra e Amster­dam, oppure l’Australia. Gli orga­niz­za­tori dell’edizione ita­liana vedono del resto come un «con­tro­senso fare un’iniziativa con­tro il sistema se poi den­tro ci ritro­viamo il sistema». Ed è dif­fi­cile dar­gli torto. Secondo motivo alla base delle scelta, unire la parte mani­fe­sta­zione, spet­ta­colo e musica a quella dei con­te­nuti, come i semi­nari e col­le­ga­menti video, «per­ché non siamo con­vinti che tutto il popolo anela alla col­ti­va­zione sia con­sa­pe­vole del rischio che corre in que­sta fase». Tema cen­trale di quest’anno, l’interesse dei mer­cati per la lega­liz­za­zione delle dro­ghe leggere.

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Mag 5 2015

Canapisa 2015 – Manifestazione Nazionale Antiproibizionista

Canapisa 2015PISA – SABATO 23 MAGGIO 2015 – Ore 16:00, Piazza Sant’Antonio
*** APPELLO ***

Con la cancellazione per illegittimità costituzionale della legge Fini-Giovanardi sulle droghe, è rientrata in vigore la precedente normativa del 1990, la Jervolino-Vassali.

Dopo mezzo secolo di escalation proibizionista, la legge Fini-Giovanardi (dal 2006 al 2014) aveva rappresentato un ulteriore inasprimento delle politiche antidroga e la sua cancellazione fa rivivere le politiche architettate per il contesto culturale degli anni 80-90. Ma dagli anni novanta ad oggi la diffusione delle sostanze è aumentata e non riguarda più solo quei soggetti considerati marginali.

Gli unici ad affermare il contrario sono i rappresentanti del Dipartimento Politiche Antidroga (DPA), organismo istituito ad Hoc nel 2006 dalla legge appena dichiarata incostituzionale e che rimane inspiegabilmente ancora in piedi. Quest’apparato politico travestito da istituto scientifico pretende di dettare la verità assoluta sulle droghe e con i suoi poteri straordinari , conferitigli da una delega governativa, rappresenta il maggior nemico alla liberazione della canapa ed ad un approccio pragmatico, sensato e socialmente condiviso delle politiche sulle droghe. Dai suoi annunci traspare con chiarezza l’intenzione di perseverare con la linea ultra proibizionista contro i drogati, fondata su concetti come la deterrenza, la repressione, le cure forzate.

L’attuale programma del DPA considera quella delle droghe una questione esclusivamente medica e criminale e promuove l’uso delle droghe legali, come gli psicofarmaci, per “curare” con la forza i drogati.

Da anni ormai il movimento antiproibizionista denuncia l’inutilità e i danni delle politiche repressive contro le persone che usano sostanze, arrivando a parlare di una vera e propria “questione proibizionismo”, in quanto molti dei problemi provenienti dal fenomeno dell’uso di droghe sono da ricondurre principalmente alle politiche antidroga stesse. Continue reading