Ago 6 2012

Allerta: Speed con 4-MA

Fonte: Energy Control

Pubblichiamo l’allerta del servizio di analisi Energy Control  (già segnalata nel nostro omonimo gruppo su fb)  inerente campioni di speed contenenti prodotti di sintesi potenzialmente pericolosi.

Recentemente sono stati rilevati campioni di speed con una grande quantità di sottoprodotti, alcuni di sintesi. I prodotti di sintesi sono composti residuali frutto di una cattiva sintesi e purificazione nel processo di fabbricazione delle anfetamine. La presenza di queste sostanze aumenta il rischio di consumo di speed nonché la sua tossicità.

E’ stata trovata anche una sostanza chiamata 4-metilamfetamina (4-MA) che non sappiamo se è un prodotto di sintesi o se è stata aggiunta seguendo uno scopo ben preciso. Ci sono poche informazioni su di essa, ma l’anno scorso sono stati segnalati alcuni decessi in Olanda, Danimarca, Belgio e Inghilterra associati con l’uso di 4-MA. E’ una sostanza considerata di nuova apparizione, relegata nel campo delle  cioè “prodotti chimici di ricerca”  termine coniato negli Stati Uniti per descrivere una serie di sostanze chimiche che agiscono sul sistema nervoso centrale, che non sono ancora state adeguatamente investigate e che per questo potrebbero aggirare la legge sulle sostanze in vigore in un dato paese. Continue reading


Ago 6 2012

Pazienti Impazienti Cannabis – Comunicato sulla legge in Liguria

Fonte: Pazienti Impazienti Cannabis

La legge regionale approvata in Liguria ha senz’altro alcuni meriti specifici, rispetto a come sono andate le cose sino ad oggi. Ad esempio, il medico di base potrà, con l’avallo iniziale di un medico ospedaliero, far ottenere i farmaci a base di cannabinoidi senza spese al suo paziente, tramite la farmacia della Asl. La legge (D.M. 11-2-97) stabilisce infatti che qualunque farmaco estero possa venir erogato a carico del servizio sanitario solo nel caso di “ambito ospedaliero”, i margini di manovra su questo punto sono dunque ristretti.

Nel testo non si citano però le modalità ed il percorso per le preparazioni galeniche, per le quali non è richiesto alcun ambito specifico essendo già disponibili in Italia senza doverle importare, e già prescrivibili sin da quando nel 2007 il Ministero si è espresso riguardo il THC ed il suo utilizzo come terapia: inserendolo nella tabella II  B. Questa sostanza, per la legge italiana da ben 5 anni può essere prescritta da un medico sul proprio ricettario semplice. Del resto, neanche i rappresentanti di Solmag-Artha (del gruppo Fidia, distributori alle farmacie italiane delle infiorescenze olandesi titolate per le preparazioni galeniche) e della Sifap (Società Farmacisti Preparatori), da noi per tempo segnalati per la convocazione, erano stati ascoltati in fase di audizioni in commissione sanità, per un grosso problema di comunicazione che ha di fatto parimenti escluso le nostre 3 associazioni (Pazienti Impazienti Cannabis, Associazione Cannabis Terapeutica, Associazione Luca Coscioni) dalle fasi finali del dibattito in quella sede. Continue reading


Ago 5 2012

Cannabis e i suoi derivati: la verità documentata, non la demagogia

Scarica il contro-statement in pdf

“CANNABIS E SUOI DERIVATI: alcuni elementi di chiarezza su danni alla salute, l’uso medico dei farmacia base di THC, la coltivazione domestica e l’uso voluttuario”

Recita così il titolo dello statement proposto a metà luglio dal dipartimento per le politiche antidroga, nuova appendice di quella mastodontica opera di disinformazione presentata a gennaio dello scorso anno dal titolo eloquente “Cannabis e danni alla salute”. Sul chiaro intento del Dpa nel propugnare l’opera (nonché “manuale” per gli operatori del settore) non vi sono dubbi. Le motivazioni sono sempre le stesse da quando il governo Berlusconi ha riesumato il dipartimento affidandolo a quella mole di scienza del Sen. Giovanardi: dimostrare che la cannabis è una droga pericolosa al pari delle altre, come del resto già recitava l’attuale normativa sulle sostanze che porta proprio il suo nome. In matematica e in ambito scientifico in generale, un teorema o una nuova teoria segue la relativa dimostrazione, non il contrario e questo già basterebbe a mettere in discussione le tesi proposte dal dipartimento. Ma l’ambito dei consumi, problematici e non, è un campo di studi multidisciplinare e anche dimostrando che una sostanza può creare dei danni alla salute non si esauriscono i percorsi d’indagine nè ciò è sufficiente a giustificarne il bando tantomeno la persecuzione nei confronti di chi ne fa uso. Ma le informazioni che il Dpa dispensa sulla cannabis, imperativi raccolti in un elenco quasi fossero verità incontrovertibili in quanto frutto di scoperte neuroscientifiche, vengono a loro volta smentiti da altre ricerche di altrettanto valore scientifico. E’ un po’ questo il lavoro che l’ass. Pazienti impazienti Cannabis, a lungo impegnata nel riconoscimento del valore terapeutico della cannabis, conduce nel redigere questo contro-statement. Mossi dalla logica del buonsenso e dall’evidenza scientifica, ma anche dalla difesa del diritto alla cura e alla salute, evidenziano contraddizioni e falsità non soltanto delle affermazioni circa l’uso terapeutico della sostanza ma ampliano la panoramica anche su quelle relative ai presunti danni derivanti da un uso ludico. E’ proprio la valenza terapeutica della cannabis a far paura al dipartimento, saperi e proprietà conosciuti da millenni, oggi rivalutati ed ampliati da serie scoperte scientifiche che con cocciuta faziosità vorrebbero essere demolite. Il contro-statement è un lavoro prezioso, presentato in maniera “umile” come quando nel far riferimento alle ricerche scientifiche si ribadisce quanto in realtà siano facilmente rintracciabili da chiunque,  coerente e deciso, contrapposto a quell’arroganza che purtroppo è propria del dipartimento per le politiche antidroga.